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“I bambini sono a rischio”. Il nuovo virus spopola in Italia, l’allarme di Bassetti: cosa fare

Pubblicato: 05/01/2026 15:55

La variante K del virus A H3N2, dominante nella stagione influenzale 2026, sta colpendo duramente gli italiani, con casi che sfociano in polmoniti gravi, anche tra i giovani. L’epidemiologo Giovanni Rezza conferma: “L’epidemia è in crescita in tutta Italia e il picco è atteso nelle prossime settimane, entro la prima metà di gennaio”. Rezza ricorda che la vaccinazione anti-influenzale va fatta preferibilmente all’inizio della stagione, ma anche adesso può essere utile per proteggere i soggetti fragili.

Secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, a fine dicembre sono stati registrati oltre 816mila casi di sindromi respiratorie acute, quasi 100mila in più rispetto alla settimana precedente. Oltre il 40% delle infezioni è riconducibile a virus influenzali, in maggioranza della variante K del virus A/H3N2, ormai predominante.

I bambini sotto i 4 anni risultano la fascia più colpita, con un’incidenza di 42 casi ogni mille abitanti, tripla rispetto alla popolazione generale. La situazione desta preoccupazione tra gli esperti, soprattutto per la comparsa di polmoniti impegnative anche in giovani sani.

Il direttore delle Malattie infettive Matteo Bassetti avverte: “I sintomi iniziali includono febbre alta persistente, spossatezza e dolori muscolari diffusi. Nei bambini o ragazzini, se il virus non trova anticorpi, può raggiungere i polmoni e provocare polmonite interstiziale grave, simile a scenari Covid”. La morte di una bambina di 12 anni a Padova lo scorso dicembre conferma la gravità.

matteo bassetti vacanza

Secondo Bassetti, il campanello d’allarme non è solo la febbre, ma la difficoltà respiratoria, la tosse intensa e i dolori toracici. “In presenza di questi sintomi serve recarsi subito al Pronto Soccorso, perché possono essere necessarie rianimazione, intubazione o in casi estremi Ecmo”, spiega l’esperto.

I sintomi tipici della variante K includono febbre, brividi, dolori muscolari e articolari, cefalea, tosse e mal di gola, mentre nei bambini possono comparire disturbi gastrointestinali. La durata media è di 7-10 giorni, anche se la contagiosità può protrarsi fino a una settimana e oltre nei soggetti immunodepressi.

I medici di famiglia Fimmg raccomandano di tornare a usare mascherine se si manifestano sintomi, per proteggere i più fragili. Silvestro Scotti segnala un aumento dei ricoveri per polmoniti e bronchiti, soprattutto in Campania, dove l’incidenza è tra le più alte del Paese.

Rezza sottolinea che la variante K non sembra più aggressiva clinicamente, ma determina un andamento bifasico dei sintomi. La curva epidemica italiana mostra un anticipo rispetto allo scorso anno, ma più ritardata rispetto alla stagione 2022-23, con un picco atteso entro la prima metà di gennaio.

L’importanza del picco riguarda la maggiore probabilità di congestione delle strutture ospedaliere. Anche dopo il picco, l’incidenza potrebbe restare elevata per settimane. L’ampiezza della curva influenzerà l’impatto globale della stagione influenzale, confermando la necessità di vaccinazione, precauzioni e sorveglianza costante.

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