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“Un uragano di neve”. Meteo, l’allarme dopo l’Epifania: le regioni interessate

Pubblicato: 06/01/2026 18:11

L’Italia è nel pieno degli effetti del Ciclone dell’Epifania, che sta portando condizioni meteorologiche estreme su gran parte del Paese. Le nevicate sono intense e diffuse al Centro-Nord, con accumuli rilevanti soprattutto in Romagna, Toscana, Marche e Umbria, mentre la neve cade anche a Trieste e nelle aree interne di Lazio e Abruzzo, dove l’evento è appena iniziato. In Romagna la situazione sta assumendo i contorni di una nevicata di rilievo, con oltre 15 centimetri di neve in pianura nel Ravennate.

Roma tra pioggia battente e crollo termico

Il fronte freddo si sta spostando rapidamente verso Sud. A Roma sono tornate piogge molto intense, accompagnate da un deciso calo delle temperature. In città si sfiorano ormai i 150 millimetri di pioggia dall’inizio dell’anno, con punte fino a 300 millimetri in alcune aree della provincia, rendendo questo avvio di 2026 uno dei più piovosi degli ultimi anni per la Capitale. Nel primo pomeriggio dell’Epifania la pioggia cade con temperature intorno agli 8 gradi, mentre la quota neve è in rapido abbassamento su tutto il Centro Italia.

Neve in intensificazione e accumuli eccezionali

Nel corso del pomeriggio e della serata il maltempo si concentrerà proprio sulle regioni centrali, alimentando piogge persistenti e nuove nevicate abbondanti. Le precipitazioni si estenderanno gradualmente anche verso Campania, Molise, Gargano e alcune aree della Calabria tirrenica. Le nevicate più significative interesseranno Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, oltre alle zone interne della Toscana e alla Romagna, dove continuerà a nevicare. Tra Marche e Umbria, in diverse località collinari e nei fondovalle, gli accumuli potrebbero superare i 50 centimetri, un dato del tutto eccezionale.

Allerta meteo per mercoledì 7 gennaio: gelo e fenomeni estremi

La giornata di mercoledì 7 gennaio si preannuncia particolarmente critica. Al Nord Italia è atteso un gelo intenso, con un’alba che potrebbe risultare la più fredda dell’intera settimana. In pianura Padana, soprattutto in Piemonte, le temperature scenderanno fino a -15 gradi, con valori sotto i -10 gradi in molte altre zone, condizioni rarissime per le aree di pianura. Gelate diffuse sono previste anche al Centro Italia.

La fase più pericolosa del maltempo si concentrerà però al Sud e in Sardegna. In Calabria e Sicilia, regioni che oggi registrano ancora temperature anomale oltre i 20 gradi e presenza di sabbia sahariana, l’arrivo dell’aria fredda provocherà violenti temporali, con rischio di grandinate, raffiche di vento e trombe d’aria. Gli sbalzi termici saranno particolarmente marcati e potranno favorire fenomeni meteorologici estremi.

Neve a bassa quota e attenzione alla Sardegna

Le nevicate proseguiranno fino in pianura in Romagna e nelle Marche, mentre in Abruzzo la neve scenderà già dal mattino fino a 400 metri. Al Sud la neve resterà confinata inizialmente alle zone montane, oltre i 1.000-1.200 metri, ma in Sardegna la quota neve potrebbe abbassarsi fino a 500 metri, aumentando il rischio di disagi alla viabilità. Il quadro resta in rapida evoluzione e richiede massima attenzione nelle prossime ore.

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