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Omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna: fermato a Desenzano il presunto killer

Pubblicato: 06/01/2026 21:57

Si chiude a oltre cento chilometri di distanza, sulle rive del lago di Garda, la fuga dell’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato a morte nella serata del 5 gennaio nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna. Dopo ore di ricerche serrate, la polizia ha fermato nel Bresciano Marin Jelenik, 36enne di nazionalità croata, indicato come il presunto killer.

Il fermo è avvenuto in serata a Desenzano del Garda, dove l’uomo sarebbe arrivato utilizzando mezzi pubblici, dopo un passaggio a Milano. Al momento del blocco, davanti alla stazione ferroviaria, Jelenik era senza documenti e in stato confusionale, ma non avrebbe opposto resistenza agli agenti della polizia di Stato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 36enne si sarebbe spostato inizialmente in Lombardia subito dopo il delitto. Nella notte, intorno alla mezzanotte, era stato individuato a Milano, nel quartiere di Niguarda, dopo essere partito dalla Stazione Centrale a bordo del tram 4. Da lì il trasferimento verso Desenzano, dove le forze dell’ordine sono riuscite a intercettarlo grazie al tracciamento dei suoi movimenti.

Un elemento cruciale del fermo è stato l’identificazione tramite impronte digitali, effettuata dagli agenti del commissariato di Desenzano attraverso un sistema di comparazione, proprio perché l’uomo non aveva con sé alcun documento. Ora Jelenik si trova negli uffici della polizia, in attesa dell’arrivo degli uomini della Squadra Mobile di Brescia.

Le ricerche del sospettato erano partite immediatamente dopo il ritrovamento del corpo di Ambrosio, scoperto da un collega nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna. Un’area riservata al personale ferroviario, trasformata in pochi istanti in teatro di un delitto che ha scosso non solo la città, ma l’intero mondo dei trasporti.

Nelle ore successive all’omicidio, le operazioni di polizia si erano estese anche fuori dall’Emilia-Romagna. A quanto emerso, Jelenik era stato fermato e identificato anche a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, ma in quella fase era stato rilasciato perché l’alert che lo indicava come possibile responsabile dell’omicidio non era ancora stato diramato a livello nazionale.

Ora la sua posizione è al vaglio degli inquirenti. L’indagine prosegue per chiarire ogni passaggio della fuga e, soprattutto, per ricostruire il movente dell’omicidio che ha portato alla morte di Alessandro Ambrosio, giovane lavoratore colpito mentre stava semplicemente rientrando a casa dopo il turno.

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Ultimo Aggiornamento: 06/01/2026 21:58

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