
L’inizio del 2026 si apre con un quadro sanitario complesso per l’Italia, alle prese con un aumento significativo delle infezioni respiratorie. A delineare la situazione è Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. «C’è la circolazione di tantissimi virus diversi: insieme all’influenza A e B ci sono RSV, rinovirus, adenovirus e anche metapneumovirus umano. E circolano molti batteri, come il pneumococco. È verosimile che gennaio sarà pesante per forme respiratorie», spiega l’infettivologo, fotografando un contesto in cui più patogeni si sovrappongono e rendono la stagione particolarmente impegnativa.
Secondo Bassetti, il ritorno a scuola dopo le festività avrà un ruolo determinante nell’aumento dei contagi, favorendo la diffusione dei virus soprattutto tra bambini e famiglie. Una dinamica che non riguarda solo il nostro Paese. «Negli Stati Uniti stanno vivendo la peggior stagione influenzale degli ultimi 25 anni. Lo stesso vale per Sud America e altri paesi europei», aggiunge, sottolineando come il fenomeno abbia ormai una dimensione globale.
L’allarme che arriva dagli Stati Uniti
Oltreoceano i numeri sono definiti senza precedenti. «Il Cdc segnala che le visite mediche per sintomi respiratori hanno raggiunto livelli mai visti dalla fine degli Anni Novanta». Un dato che racconta l’impatto di un’influenza anomala, capace di colpire anche chi pensava di essere protetto. «La variante K si è evoluta quel tanto che basta per aggirare le difese immunitarie precedenti, diffondendosi anche tra chi era già stato esposto». Il bilancio è pesante: «Con oltre 11 milioni di casi e 120mila ricoveri, il Paese resta nel pieno di una grave crisi di salute pubblica», ha scritto Bassetti, evidenziando una pressione enorme sui sistemi sanitari.
In questo scenario, l’esperienza statunitense diventa un campanello d’allarme anche per l’Europa e per l’Italia, che rischiano di trovarsi a fronteggiare settimane difficili sul piano ospedaliero e territoriale.
I sintomi da non sottovalutare
Non tutti i disturbi respiratori sono uguali e, secondo l’infettivologo, quest’anno l’attenzione deve essere massima su alcuni segnali. La difficoltà respiratoria rappresenta il campanello d’allarme principale. Tosse molto intensa e dolori toracici marcati possono indicare complicazioni serie. «Se ci sono questi sintomi, è fondamentale recarsi subito al pronto soccorso: potrebbe rendersi necessaria rianimazione, intubazione o, in casi particolari, ECMO», avverte Bassetti.
Il messaggio è chiaro: non minimizzare i sintomi e rivolgersi tempestivamente ai medici può fare la differenza. In una stagione caratterizzata dalla circolazione simultanea di virus e batteri, la prevenzione e la rapidità di intervento restano le armi più efficaci per contenere le conseguenze di un’ondata respiratoria che si preannuncia tra le più intense degli ultimi anni.


