Vai al contenuto

Crans-Montana, Elsa in lotta per la vita: l’annuncio del padre proprio ora

Pubblicato: 08/01/2026 18:56
Screenshot

Elsa è una dei 400 giovani che stavano festeggiando la notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, quando intorno all’1.30 un incendio ha divorato la discoteca, spezzando la vita di decine di adolescenti e segnando per sempre le loro famiglie.

Le condizioni della 15enne biellese, studentessa di un liceo linguistico, sono apparse fin da subito gravissime, tanto da rendere necessario il trasferimento all’ospedale di Zurigo, l’unico in Svizzera dotato di un centro altamente specializzato per le grandi ustioni.

Veduta di Crans-Montana, località svizzera dove si trova la discoteca Le Constellation

«Elsa ha ustioni sul 70 per cento del corpo ed è attualmente in terapia intensiva», racconta a Fanpage.it il padre, Lorenzo Rubino, che insieme alla moglie assiste la figlia in Svizzera fin dal primo giorno.

«Domani verrà valutata dai chirurghi – spiega – che dovranno verificare gli esiti dell’intervento all’intestino a cui è stata sottoposta due giorni fa». La ragazza ha infatti contratto una infezione batterica, un fattore che rende il quadro clinico estremamente complesso.

La speranza resta viva, ma senza illusioni. «Per ora sembra stabile, ma siamo ancora in una situazione delicatissima, anche se i parametri restano accettabili», dice il padre, sottolineando che solo le prossime ore chiariranno se l’intervento ha tenuto.

Al momento, precisano i medici, l’addome di Elsa non verrà chiuso. «Aspetteranno almeno altri due giorni – spiega Rubino – durante i quali interverranno anche i chirurghi plastici per rimuovere tutta la pelle non più irrorata».

Se l’infezione verrà controllata, «tra tre o quattro giorni potrebbero completare il lavoro e da lì speriamo possa ripartire l’intestino», aggiunge il padre, descrivendo una battaglia fatta di piccoli passi e continue valutazioni.

In un primo momento si era ipotizzato un trasferimento in Italia, ma al momento l’idea è stata accantonata. «Non c’è una stabilità sufficiente per affrontare uno spostamento – chiarisce Rubino –. Non la farò muovere finché i medici non mi diranno che c’è una finestra di stabilità di almeno 4-5 giorni».

Intanto, all’ospedale Niguarda di Milano, sono ricoverati 11 dei 13 superstiti italiani della strage. Secondo l’ultimo bollettino, le condizioni sono stabili, ma per alcuni restano critiche a causa di ustioni estese e gravi danni polmonari da inalazione. Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata, mentre i medici avvertono: per le grandi ustioni il decorso è lungo e imprevedibile, e serviranno settimane o mesi prima di poter parlare di reale miglioramento.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure