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Quanto durerà l’ondata di freddo sull’Italia tra piogge e nevicate

Pubblicato: 09/01/2026 07:57

Da alcuni giorni l’Italia è interessata da una fase di freddo intenso, con temperature invernali e nevicate anche a quote relativamente basse, soprattutto lungo l’Appennino, dove in alcune zone la neve mancava da tempo. Si tratta però di un episodio destinato ad avere una durata limitata.
A fare il punto sull’evoluzione meteo è Giulio Betti, climatologo e ricercatore del CNR, intervistato da Fanpage.it, secondo cui quella in corso è da considerare una breve ondata di freddo, già in attenuazione.

Attenuazione del freddo e piogge in arrivo

Secondo Betti, l’episodio freddo ha fatto registrare valori anche al di sotto delle medie stagionali, ma già nella giornata di venerdì 9 gennaio è previsto un progressivo aumento delle temperature, soprattutto al Centro-Sud, per effetto di correnti occidentali più miti.
Le nevicate interesseranno ancora l’Appennino settentrionale, ma solo a quote elevate, intorno ai 1.400-1.500 metri, mentre sulle Alpi, in particolare quelle centro-orientali, non sono attesi apporti nevosi significativi. In giornata sono previste anche piogge su Lazio, Toscana e Campania, aree già colpite da recenti disagi, oltre a venti di Libeccio e mareggiate lungo le coste tirreniche.

Nuovo calo termico nel weekend

Tra sabato 10 e domenica 11 gennaio è atteso un temporaneo nuovo calo delle temperature. Nella notte tra venerdì e sabato potrebbero verificarsi rovesci di neve a quote medio-basse, tra 600 e 800 metri, soprattutto tra Toscana e Umbria. Sulla Sardegna è previsto maestrale forte, con raffiche fino a 100 km/h nelle zone settentrionali e occidentali.
La giornata di domenica sarà in prevalenza stabile ma molto fredda, per l’arrivo di un nuovo afflusso di aria fredda dai Balcani, che però non dovrebbe essere associato a fenomeni intensi. Possibili solo deboli nevicate a quote collinari sulle regioni centrali adriatiche.

Temperature in rialzo dalla prossima settimana

A partire da lunedì 12 e martedì 13 gennaio, spiega Betti, è probabile un cambio di circolazione atmosferica, con il ritorno di correnti occidentali miti e un aumento più stabile delle temperature su gran parte del Paese. La fase fredda, quindi, è destinata a concludersi tra domenica e lunedì.
Il climatologo esclude paragoni con eventi storici come il freddo del 1985, definendo quelli recenti accostamenti “forzati”. L’episodio attuale, infatti, pur essendo sotto media, non ha carattere eccezionale né per intensità né per estensione.

Un inverno sempre più corto

Betti sottolinea come l’inverno 2024-2025 sia arrivato in forte ritardo, dopo un dicembre tra i più caldi mai registrati in Italia. Questi giorni, spiega, hanno ricordato l’inverno “di una volta” solo dal punto di vista termico, ma senza la persistenza tipica del passato.
Negli ultimi dieci anni, conclude l’esperto, gli inverni sono diventati più brevi e meno frequenti, con i primi freddi che arrivano sempre più tardi. Un cambiamento coerente con gli effetti del cambiamento climatico, che sta riducendo sia la durata della stagione invernale sia il numero di vere ondate di freddo, rendendo eventi un tempo normali sempre più rari.

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