
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata oggi, alle ore 15.28, nel Bresciano. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’epicentro è stato localizzato a circa tre chilometri da Gargnano, sulla sponda lombarda del lago di Garda, con una profondità di 10 chilometri.
Il sisma è stato avvertito distintamente in diversi comuni dell’area gardesana e anche in alcune zone limitrofe del Veronese e della provincia di Trento, ma non risultano al momento danni a persone o edifici. Erano anni che non si verificava una scossa di magnitudo superiore a 3 gradi della scala Richter in questa zona d’Italia.
I comuni più vicini all’epicentro, scossa avvertita anche in Veneto
L’epicentro della scossa si colloca in una zona montuosa a ridosso del lago. Entro un raggio di 10 chilometri risultano coinvolti diversi comuni del Bresciano e del Veneto, tra cui Gargnano, Valvestino, Tignale, Toscolano-Maderno, Magasa, Capovalle e Brenzone sul Garda.
La percezione del sisma è stata favorita dalla superficialità dell’evento, un fattore che spesso rende le scosse di media-bassa magnitudo più avvertibili dalla popolazione.
Si è avvertita anche in 13 comuni della provincia di Verona, la scossa di terremoto di magnitudo 3.5 localizzata oggi pomeriggio alle 15.30 a 4 chilometri a ovest di Tignale (Brescia), sulla sponda lombarda del lago di Garda. Più distintamente si è avvertita nel comune di Brenzone sul Garda che sta proprio sulla sponda opposta del lago, di fronte a Tignale. Segnalazioni ci sono state anche Malcesine, sul Monte Baldo e in tutta la costa veronese del Garda, fino ad arrivare ad Affi, Bardolino e Rivoli Veronese, distanti una ventina di chilometri dall’epicentro.
La sismicità dell’area del Garda e del Bresciano
L’area del lago di Garda e delle Prealpi lombarde è considerata a sismicità moderata, ma storicamente non è estranea a eventi anche significativi. La zona è interessata da un complesso sistema di faglie legato alla dinamica compressiva tra la placca africana e quella euroasiatica, che genera terremoti generalmente non frequenti ma talvolta intensi.
Tra i terremoti storici più rilevanti si ricorda il sisma del 25 gennaio 1348, uno dei più forti mai registrati nell’Italia settentrionale, con epicentro nell’area alpina orientale e danni estesi anche nel Bresciano e sul Garda. Più vicino nel tempo, il terremoto del 30 ottobre 1901 colpì duramente la zona del Garda orientale, causando crolli e vittime, mentre nel 2004 una scossa di magnitudo superiore a 5 interessò l’area tra il lago di Garda e il Trentino, venendo avvertita in gran parte del Nord Italia.
Monitoraggio costante
L’Ingv continua a monitorare costantemente l’evoluzione della sequenza sismica. Eventi di questa entità rientrano nella normale attività sismica della zona, ma restano sotto osservazione per verificare l’eventuale presenza di repliche o di una temporanea riattivazione delle strutture tettoniche locali.
Le autorità raccomandano, come sempre, di attenersi alle norme di autoprotezione in caso di nuove scosse e di fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali.


