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Pasalic segna e scoppia in lacrime: la dedica al padre scomparso

Pubblicato: 11/01/2026 08:14

Il campionato di Serie A continua a regalare emozioni intense e storie che vanno ben oltre il semplice aspetto agonistico, come dimostrato nel posticipo della ventesima giornata tra Atalanta e Torino. La sfida del Gewiss Stadium si è conclusa con un 2-0 a favore della compagine bergamasca, ma il risultato tecnico è stato quasi oscurato dal carico emotivo che ha travolto il terreno di gioco nei minuti finali. La squadra di Raffaele Palladino ha confermato il suo eccellente stato di forma, centrando la terza vittoria consecutiva in una sola settimana e consolidando una posizione di alta classifica che profuma di ambizioni europee. Il Torino di Vanoli, d’altro canto, esce dal campo con il rammarico di non aver concretizzato la spinta offensiva prodotta nella seconda metà del match, restando intrappolato in una crisi di risultati che alimenta il malcontento della tifoseria.

Il racconto della partita

La partita si è sbloccata quasi subito, confermando l’ottimo approccio alla gara dei padroni di casa. Dopo soli tredici minuti, l’Atalanta ha sfruttato magistralmente una palla inattiva, situazione tattica che sta diventando un marchio di fabbrica per la gestione Palladino. Un calcio d’angolo preciso battuto dal giovane Bernasconi ha trovato la testa di Charles De Ketelaere, abile a svettare sopra la difesa granata e a indirizzare il pallone verso il secondo palo, dove il portiere Paleari non ha potuto fare nulla. Questo gol ha permesso ai nerazzurri di gestire i ritmi della gara con maggiore tranquillità, costringendo il Torino a una rincorsa complicata fin dalle prime battute. Il dominio territoriale dell’Atalanta è stato evidente per tutta la prima frazione, con un centrocampo dinamico guidato da Ederson capace di schermare ogni tentativo di ripartenza avversaria e di innescare rapidamente gli esterni.

Nella ripresa il copione tattico è cambiato sensibilmente, con il Torino che ha provato a scuotersi per evitare la nona sconfitta stagionale. L’inserimento di forze fresche come Simeone e Adams ha dato nuova linfa all’attacco di Vanoli, portando maggiore peso all’interno dell’area di rigore bergamasca. È stato proprio l’attaccante argentino ad avere la palla del pareggio, ma si è dovuto scontrare con un monumentale Marco Carnesecchi, autore di un intervento prodigioso che ha strozzato in gola l’urlo di gioia dei sostenitori ospiti. Anche Vlasic ha tentato la fortuna con una conclusione dalla distanza a pochi minuti dalla fine, ma la mira imprecisa ha graziato la retroguardia nerazzurra. Nonostante la pressione crescente e una manovra più fluida, il Torino non è riuscito a scardinare l’organizzazione difensiva dei padroni di casa, che hanno però perso per infortunio Djimsiti dopo uno scontro con l’ex compagno Zapata.

Il pianto liberatorio di Pasalic

Il momento più toccante della serata è arrivato però al novantacinquesimo minuto, proprio quando il Torino era interamente proiettato in avanti nel disperato tentativo di trovare l’aggancio. In una ripartenza fulminea, Mario Pasalic si è involato verso la porta avversaria e ha trafitto Paleari per la rete del definitivo raddoppio. Invece della solita esultanza gioiosa, il centrocampista croato si è lasciato andare a un pianto dirotto, alzando le braccia verso il cielo in un ricordo commosso del padre scomparso meno di un mese fa. I compagni di squadra lo hanno immediatamente circondato in un abbraccio collettivo che ha coinvolto l’intero stadio, trasformando il finale di gara in un tributo umano di rara sensibilità. Questo gol non ha solo chiuso i conti sul piano sportivo, portando l’Atalanta a quota 31 punti, ma ha rappresentato una scarica di adrenalina e dolore che ha segnato profondamente tutti i presenti.

Una classifica che sorride a Palladino

Con questo successo l’Atalanta si porta a ridosso delle primissime posizioni, portandosi a soli tre punti dal Como e preparandosi con grande fiducia alla prossima trasferta sul campo del Pisa. La cura Palladino sembra funzionare alla perfezione, specialmente per quanto riguarda la capacità di alternare gli interpreti senza perdere l’identità di gioco. Di contro, il Torino deve fare i conti con una situazione ambientale sempre più tesa, testimoniata dai cori di protesta contro la presidenza Cairo partiti dal settore ospiti. I granata dovranno ora resettare tutto in vista del prossimo impegno contro la Roma, cercando di recuperare quella solidità difensiva e quella cattiveria sotto porta che sono mancate nella sfida di Bergamo. La Serie A si conferma un torneo imprevedibile, dove la tecnica si incrocia costantemente con le storie personali dei suoi protagonisti.

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