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Alberto Trentini, dall’attività come cooperante all’arresto: chi è l’italiano appena rilasciato dal Venezuela

Pubblicato: 12/01/2026 10:43

Era il 15 novembre 2024 quando Alberto Trentini, veneto di 46 anni, fu arrestato in Venezuela, circa tre settimane dopo il suo arrivo nel Paese per una missione umanitaria. Trentini, cooperante per la ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità, stava viaggiando da Caracas verso Guasdualito quando fu fermato a un posto di blocco e tratto in arresto. Per oltre un anno è rimasto detenuto nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, senza che le autorità venezuelane rendessero note accuse formali a suo carico.

Trentini aveva cominciato la sua attività nella cooperazione diversi anni prima, operando in Paesi come Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia insieme a organizzazioni come Focsiv, Cefa, Coopi e Danish Refugee Council.

Durante i 423 giorni di detenzione ha potuto parlare con la famiglia solo tre volte, in rare telefonate in carcere. La prima telefonata arrivò il 16 maggio 2025, sei mesi dopo l’arresto, quando riuscì a rassicurare i genitori di essere in buone condizioni e a esprimere il desiderio di tornare presto in Italia. Circa un mese prima, l’8 aprile 2025, la premier Giorgia Meloni aveva contattato telefonicamente la madre di Trentini, Armanda Colusso, ribadendo l’impegno del governo per il suo rientro. La seconda telefonata avvenne il 26 luglio 2025, quando la famiglia parlò di sollievo e costante angoscia per quei minuti di voce arrivati da Caracas. Dopo quell’appello, la Farnesina nominò Luigi Vignali inviato speciale per la situazione dei detenuti italiani in Venezuela. (Il Fatto Quotidiano)

La terza e ultima chiamata risale al 9 ottobre 2025, dopo la prima visita in carcere dell’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito. In quei mesi la madre di Trentini aveva pubblicamente espresso critiche per la lentezza dell’azione diplomatica italiana, arrivando a dire che il governo non si era speso a sufficienza per ottenere informazioni sul figlio.

Poco prima di Natale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato la madre di Trentini, manifestando la solidarietà delle istituzioni italiane alla famiglia. La situazione si è sbloccata dopo l’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela del 3 gennaio, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e ha avviato una serie di rilasci di detenuti stranieri. (Reuters)

All’alba del 12 gennaio 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che il governo venezuelano ha liberato Trentini insieme all’imprenditore Mario Burlò. Dopo 423 giorni di detenzione, per la prima volta Trentini è stato trasferito all’ambasciata italiana a Caracas senza il volto coperto, in buona salute e in attesa del volo di rientro in Italia, dove è atteso tra oggi e domani. La famiglia ha espresso un profondo sollievo: «Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile la sua liberazione». (RaiNews)

Questa vicenda, seguita con forte impegno diplomatico da Roma, chiude un lungo periodo di incertezza e ansia, restituendo a Trentini la libertà dopo mesi di detenzione in una situazione giudiziaria mai chiarita dalle autorità venezuelane. (roma.corriere.it)

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