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Federica Torzullo scomparsa, svolta nelle indagini: trovate tracce di sangue in casa, buco di 3 ore nel racconto del marito

Pubblicato: 15/01/2026 10:24

Il caso della scomparsa di Federica Torzullo sta assumendo contorni sempre più drammatici e complessi, trasformandosi rapidamente da una denuncia di allontanamento in un potenziale scenario di omicidio. La donna, un ingegnere gestionale di 41 anni e madre di un bambino di 10, è svanita nel nulla ad Anguillara Sabazia, un comune situato alle porte di Roma, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026. Nonostante le speranze iniziali dei familiari, le ultime scoperte effettuate dagli inquirenti hanno gettato un’ombra sinistra sulla vicenda, portando la Procura di Civitavecchia a iscrivere il marito nel registro degli indagati.

Le tracce ematiche nella villetta

Le indagini hanno subito una accelerazione decisiva in seguito ai rilievi effettuati dal Reparto Investigazioni Scientifiche all’interno dell’abitazione della coppia. Grazie all’utilizzo del luminol, una sostanza chimica capace di rilevare residui di sangue anche dopo accurati lavaggi, i tecnici hanno individuato diverse tracce ematiche sparse in vari punti della casa. Al momento sono in corso le analisi di laboratorio per determinare se quel sangue appartenga effettivamente a Federica Torzullo e, soprattutto, se la sua disposizione possa suggerire una colluttazione o un atto di violenza consumatosi tra le mura domestiche. La durata del sopralluogo, protrattosi per oltre cinque ore, testimonia la meticolosità con cui i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia stanno cercando ogni minimo indizio utile a ricostruire i fatti.

Il ruolo del marito Claudio Carlomagno

Al centro dell’inchiesta si trova il marito della donna, Claudio Carlomagno, un imprenditore locale attualmente indagato a piede libero con l’accusa di omicidio. Sebbene l’uomo debba essere considerato innocente fino a una eventuale sentenza definitiva, sono emersi numerosi elementi che mettono in dubbio la sua versione dei fatti. È stato lui a presentare la denuncia di scomparsa nel pomeriggio del 9 gennaio, sostenendo di non aver più visto la moglie dopo il suo presunto risveglio. Tuttavia, le testimonianze raccolte dai vicini dipingono un quadro familiare tutt’altro che sereno. Alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito accese liti tra i due, con urla provenienti dalla villetta che facevano presagire una crisi profonda.

Il contesto relazionale in cui è maturata la scomparsa appare segnato da una rottura ormai insanabile. Secondo quanto emerso anche durante la trasmissione televisiva Chi l’ha visto?, Federica Torzullo aveva già manifestato la volontà di chiedere la separazione nel mese di dicembre. La donna, inoltre, sembra avesse iniziato a frequentare un altro uomo residente ad Ascoli Piceno, segno di una volontà di ricominciare lontano dal clima teso di Anguillara. La prima udienza per la separazione era fissata proprio per i giorni immediatamente successivi alla sua sparizione, un dettaglio che carica di significato emotivo e simbolico le ultime ore trascorse dalla coppia sotto lo stesso tetto, mentre il figlio si trovava a dormire dai nonni.

Un buco temporale di tre ore

Uno dei punti più oscuri dell’intera vicenda riguarda i movimenti di Carlomagno nella mattinata della scomparsa. L’uomo ha dichiarato di essere uscito di casa intorno alle ore 7:00 per recarsi al lavoro, ma i riscontri investigativi indicano che sia giunto a destinazione solo verso le ore 10:00, peraltro utilizzando un furgone anziché la sua auto abituale. Esiste quindi un buco di circa tre ore durante il quale l’imprenditore non è stato in grado di giustificare con esattezza la sua posizione. Alcune telecamere di sorveglianza lo avrebbero ripreso mentre percorreva più volte lo stesso tratto di strada nei pressi di un capannone utilizzato dalla sua ditta per il deposito dei mezzi pesanti. Gli investigatori sospettano che in quel lasso di tempo possa essersi verificato qualcosa di cruciale ai fini dell’indagine.

Le ricerche nel lago di Bracciano

Mentre la polizia scientifica lavora sui reperti biologici, le operazioni di ricerca si sono estese alle aree naturali circostanti. I sommozzatori dei carabinieri hanno scandagliato i fondali del Lago di Bracciano, in particolare nella zona di Vigna di Valle. Questa località è tristemente nota alle cronache locali per il ritrovamento, anni addietro, di un altro cadavere, quello di Federica Mangiapelo, e la scelta di concentrare lì gli sforzi indica il timore che il corpo della donna possa essere stato occultato in acqua. Oltre ai subacquei, sono stati impiegati droni e cani molecolari per battere i fossi del Comune, aree che la ditta di Carlomagno aveva il compito di ripulire e che l’uomo conosceva perfettamente.

Le analisi sui dispositivi elettronici hanno aggiunto ulteriori tasselli al puzzle. L’ultima immagine certa di Federica viva risale alla sera dell’8 gennaio, verso le 23:00, quando una telecamera privata la inquadra mentre rientra a casa con la sua Peugeot rossa. L’auto non si è mai mossa da quel parcheggio. Un dato singolare è rappresentato dai messaggi Whatsapp inviati dal suo cellulare fino alle 8:20 del mattino successivo. Gli inquirenti devono ora stabilire se a scrivere quei testi sia stata realmente lei o se qualcuno abbia utilizzato il suo telefono per simulare una normale attività mattutina e ritardare così l’allarme dei familiari, che si sono detti sconvolti da un silenzio improvviso quanto inspiegabile.

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