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Groenlandia, Trump: “Potrei imporre dazi ai Paesi ostili al piano Usa”

Pubblicato: 16/01/2026 18:38

Donald Trump alza il tiro sulla Groenlandia e minaccia l’uso della leva commerciale contro i Paesi che si oppongono al progetto americano sull’isola artica. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di essere pronto a imporre dazi doganali contro gli Stati considerati ostili al controllo Usa della Groenlandia, definita da tempo una priorità strategica per la sicurezza nazionale americana.
«Potrei imporre dazi ai Paesi» contrari al piano statunitense, ha affermato Trump, ribadendo che Washington «ha bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale». Una dichiarazione che conferma la linea muscolare della Casa Bianca su un dossier sempre più sensibile sul piano geopolitico.

La leva tariffaria come strumento di pressione diplomatica

Prima di affrontare direttamente il nodo artico, Trump ha richiamato l’uso dei dazi come strumento di pressione politica, rivendicando apertamente la strategia. Tra gli esempi citati, le minacce di tariffe fino al 25% nei confronti di Francia e Germania nel caso in cui non avessero accettato di aumentare i prezzi dei farmaci da prescrizione.
«Ho chiamato Macron, che mi piace molto, e gli ho detto che dovevano aumentare i prezzi dei farmaci. All’inizio mi ha detto no», ha raccontato Trump, spiegando di aver utilizzato la minaccia dei dazi per ottenere un ripensamento da parte degli alleati.
Definendosi il “tariff king”, il re delle tariffe, il presidente ha inoltre avvertito che un’eventuale bocciatura della sua politica commerciale da parte della Corte Suprema rappresenterebbe «una vergogna per il Paese».

Presenza militare europea sull’isola

Nel frattempo, la tensione sull’isola cresce anche sul piano militare. In Groenlandia sono già sbarcati 15 soldati francesi, mentre è atteso l’arrivo di reparti provenienti da Germania, Svezia e Norvegia, nel quadro di una presenza rafforzata dei Paesi europei dell’area nordica.
Un segnale che viene letto come risposta indiretta alle pressioni statunitensi e come riaffermazione della sovranità europea su un territorio strategico nell’Artico.

Le accuse di Mosca

Sul fronte internazionale, la Russia accusa gli Stati Uniti di voler militarizzare l’Artico, utilizzando come giustificazione le presunte minacce russe e cinesi nella regione. Secondo Mosca, la narrativa sulla sicurezza servirebbe a legittimare un’espansione militare e politica americana in un’area cruciale per le rotte commerciali e le risorse naturali.
La Groenlandia si conferma così uno dei nuovi epicentri della competizione globale, dove pressioni economiche, posture militari e retorica strategica si intrecciano in modo sempre più esplicito.

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