
Cristiano Ronaldo ha ottenuto una nuova vittoria giudiziaria contro la Juventus. Il giudice del lavoro di Torino ha infatti respinto il ricorso presentato dal club bianconero, confermando il precedente lodo arbitrale favorevole al calciatore portoghese.
La decisione stabilisce che la Juventus non potrà recuperare le somme già versate a Ronaldo relative agli stipendi del periodo Covid, pari a 9 milioni e 774mila euro, oltre agli interessi. Il club è inoltre stato condannato al pagamento delle spese legali dell’appello, quantificate in circa 50mila euro.
Dal punto di vista contabile, il pronunciamento non avrà effetti immediati sui bilanci della Juventus, poiché l’importo oggetto della controversia risulta già corrisposto al calciatore da quasi 20 mesi.

La vicenda nasce dalla cosiddetta manovra stipendi attuata durante la pandemia da Covid-19, quando il club aveva concordato con i tesserati il congelamento temporaneo di alcune mensilità. Ronaldo aveva successivamente rivendicato il pagamento integrale di parte di quegli importi.
Davanti al giudice del lavoro di Torino, la Juventus aveva chiesto l’annullamento del lodo arbitrale emesso da Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa, sostenendo che la somma dovuta dovesse essere calcolata al netto e non al lordo.
Il collegio arbitrale aveva invece riconosciuto una responsabilità precontrattuale del club nei confronti del giocatore, stabilendo che l’importo spettante a Ronaldo dovesse essere corrisposto al lordo. Il giudice del lavoro ha ritenuto fondati i presupposti giuridici di quella decisione.
In precedenza, lo stesso Ronaldo aveva presentato ricorso chiedendo una cifra quasi doppia rispetto a quella poi riconosciuta. In sede arbitrale, quattro mesi fa, il calciatore aveva comunque ottenuto un pronunciamento favorevole.

La Juventus aveva quindi impugnato il lodo davanti al tribunale del lavoro di Torino, ma anche in questa fase il giudice ha confermato la posizione del calciatore, assistito dall’avvocato John Shehata e da un team legale composto da Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tardati.
Il club bianconero mantiene ora la facoltà di presentare un ulteriore appello. La decisione verrà presa dopo l’analisi delle motivazioni della sentenza e la valutazione dell’eventuale esistenza di presupposti per una nuova impugnazione.


