
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sul Superbonus edilizio e si prepara a inviare 20mila lettere ai proprietari di immobili che hanno beneficiato delle agevolazioni fiscali senza completare tutti gli adempimenti previsti. In particolare, nel mirino finiscono coloro che non hanno aggiornato la rendita catastale dopo lavori che hanno aumentato il valore dell’abitazione.
Le comunicazioni non sono atti sanzionatori immediati, ma segnalazioni di anomalia: chi le riceve potrà chiarire la propria posizione o mettersi in regola con sanzioni ridotte. Ignorare l’avviso, invece, può portare a conseguenze più pesanti.
Perché il Fisco invia 20mila lettere sul Superbonus
La strategia dei controlli è contenuta nel Piano integrato di attività e organizzazione dell’Agenzia delle Entrate, che punta a rafforzare l’efficacia delle verifiche catastali sugli immobili ristrutturati con bonus edilizi. Per il 2026 è previsto l’invio di 20mila segnalazioni, dopo le 15mila spedite nel 2025 e in vista di ulteriori 25mila nel 2027.
Il nodo centrale riguarda l’obbligo di dichiarare al catasto l’aumento di valore dell’immobile conseguente agli interventi agevolati. Quando i lavori incidono sulla consistenza o sulla qualità dell’abitazione, la normativa impone di aggiornare la rendita catastale entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Un termine che, nella maggior parte dei casi, risulta ormai ampiamente superato.
L’aggiornamento catastale non è solo un adempimento formale: da esso dipendono anche Imu, Tari e altre imposte sulla casa. Per questo il governo ha dato mandato al Fisco di intensificare i controlli, partendo dalle situazioni più sospette.
Chi è nel mirino dei controlli
Nel primo ciclo di verifiche l’Agenzia delle Entrate ha concentrato l’attenzione sui casi più evidenti. Ad esempio:
- immobili che, nonostante lavori rilevanti, risultano ancora con rendita catastale pari a zero;
- cantieri con spese molto elevate che non hanno prodotto, almeno sulla carta, alcun aumento di valore dell’abitazione.
Nel 2026 la platea dei controlli si allarga anche ai casi meno clamorosi, includendo situazioni in cui l’incongruenza è più lieve ma comunque significativa.
Cosa fare se arriva la lettera del Fisco
L’obiettivo dichiarato dell’Agenzia è favorire la regolarizzazione spontanea dei contribuenti. Le lettere servono a segnalare che qualcosa non torna e a invitare il proprietario a verificare la propria posizione.
Chi riceve la comunicazione ha due possibilità:
- dimostrare di essere in regola, inviando documenti che attestino che l’aggiornamento catastale non era dovuto;
- mettersi in regola, presentando la dichiarazione tardiva e pagando sanzioni ridotte.
In questa fase, dunque, non vengono applicate automaticamente multe o accertamenti fiscali.
Cosa rischia chi non risponde
La scelta peggiore è ignorare la lettera. Se il contribuente non risponde entro 90 giorni, l’Agenzia delle Entrate può procedere d’ufficio al ricalcolo della rendita catastale. In questo caso, però, scattano le sanzioni piene e il contribuente perde la possibilità di sanare la posizione in modo agevolato.
Per chi ha usufruito del Superbonus, dunque, il messaggio del Fisco è chiaro: meglio verificare subito la propria situazione catastale ed evitare che una segnalazione preventiva si trasformi in un accertamento vero e proprio.


