
Una tragedia lontana migliaia di chilometri, ma che ha colpito profondamente anche l’Italia. Una frana a Mount Maunganui, nel nord della Nuova Zelanda, ha travolto un campeggio affollato, causando vittime e dispersi. In pochi istanti una vacanza si è trasformata in un dramma, con scene di panico e soccorsi disperati tra fango e detriti.
Con il passare delle ore, mentre proseguivano le ricerche, si sono moltiplicati gli appelli e le speranze di ritrovare qualcuno ancora in vita. Tra i nomi dei dispersi compariva anche quello di un’adolescente italiana, per la quale familiari e amici aspettavano notizie da quasi tre giorni, aggrappandosi a ogni possibile spiraglio.
Frana a Mount Maunganui: il dramma nel campeggio in Nuova Zelanda
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“C’era anche lei, è morta”: il lutto per la giovane italiana
Secondo quanto riportato da Fanpage, tra le vittime della frana c’è anche Sharon Maccanico, 15 anni, originaria di Avellino e residente ad Auckland con la famiglia. La conferma è arrivata nella notte attraverso una comunicazione ufficiale del Pakūranga College, la scuola frequentata dalla ragazza, che ha annunciato la morte di due studenti coinvolti nel crollo.
La notizia attesa e temuta è arrivata dopo ore di angoscia, mentre i soccorritori continuavano a lavorare nella zona del campeggio travolto. Per Sharon e per un altro studente del college non c’è stato nulla da fare, nonostante le ricerche incessanti e le speranze che fino all’ultimo avevano tenuto con il fiato sospeso due comunità, in Nuova Zelanda e in Italia.

Il messaggio del college: dolore e sostegno alle famiglie
“Con profonda tristezza condividiamo la scomparsa di due studenti del Pak ūranga College, Max Furse-Kee e Sharon Maccanico, nella tragedia del Monte Maunganui”, si legge nella nota, “Il college è stato in contatto con entrambe le famiglie per esprimere la nostra più sentita cordoglio e aroha (termine maori simile ad amore ma che indica soprattutto compassione ed empatia, ndr). Molti membri del college sono stati profondamente colpiti dalle notizie e stiamo lavorando per supportare studenti e personale nei prossimi giorni e settimane. Il benessere della nostra comunità universitaria è fondamentale poiché l’anno scolastico inizia la prossima settimana in circostanze incredibilmente tristi. I genitori hanno ricevuto un’email questo pomeriggio con consigli e informazioni per supportare i loro figli/e nell’elaborare questo evento angosciante”.
Parole che raccontano un dolore collettivo, quello di un istituto scolastico che si ritrova improvvisamente a fare i conti con la scomparsa di due giovanissimi studenti. Il riferimento all’“aroha”, termine della cultura maori che richiama amore, compassione ed empatia, sottolinea il tentativo di stringersi attorno alle famiglie e ai compagni, offrendo supporto psicologico e umano in un momento di lutto così improvviso.

Chi era Sharon: dall’hip hop ad Auckland alle preghiere ad Avellino
Sharon Maccanico, oltre a frequentare il college di Auckland, era anche una campionessa internazionale di hip hop. Una ragazza giovanissima, con una vita divisa tra la Nuova Zelanda, dove viveva e studiava, e l’Italia, dove affondano le radici della sua famiglia e dove in molti seguivano le sue gare e i suoi successi.
Ad Avellino, in particolare nella Contrada Picarelli da cui proviene la sua famiglia, nelle ultime ore parenti e conoscenti si erano riuniti in preghiera nella chiesa del Santissimo Salvatore, nella speranza di un miracolo. Una comunità intera si è stretta nel raccoglimento, mentre da Auckland arrivavano aggiornamenti frammentari. Quella speranza, però, si è spenta nella notte, quando la nota ufficiale del Pakūranga College ha confermato la sua scomparsa.


Una tragedia che unisce due Paesi nel lutto
La morte di Sharon Maccanico nella frana di Mount Maunganui è una storia che lega idealmente Nuova Zelanda e Italia in un unico abbraccio di dolore. Da un lato la comunità scolastica di Auckland, provata dalla perdita di due studenti; dall’altro Avellino, con parenti, amici e conoscenti sconvolti dalla notizia arrivata nella notte.
Resta l’immagine di una ragazza di 15 anni, piena di talento e di progetti, stroncata in pochi istanti da un evento naturale improvviso e devastante. E resta il lavoro dei soccorritori e delle autorità locali, impegnati a fare chiarezza sulle cause della frana nel campeggio di Mount Maunganui, mentre per le famiglie colpite inizia il capitolo più difficile: quello dell’elaborazione di una perdita che nessuna parola potrà davvero colmare.


