
Due persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un nuovo attacco russo vicino a Kiev. A renderlo noto è stata l’amministrazione militare regionale, che ha confermato l’impatto di un missile nei sobborghi della capitale ucraina, tornando ad accendere i riflettori sull’intensità del conflitto.
«Il missile lanciato da Mosca ha colpito la città di Bilogorodska, nell’area sud-orientale di Kiev», ha dichiarato il capo dell’amministrazione regionale, Mykola Kalashnyk. L’attacco si inserisce in una fase di rinnovata pressione militare russa sulle infrastrutture e sui centri abitati.
La guerra in Ucraina continua senza segnali concreti di de-escalation e la prospettiva di una pace appare sempre più lontana. A pesare sono soprattutto i numeri drammatici delle vittime, che crescono su entrambi i fronti dopo quasi quattro anni di combattimenti.

Secondo un nuovo studio internazionale, il numero complessivo di soldati uccisi, feriti o dispersi potrebbe raggiungere quota due milioni entro la primavera. Una cifra che rende il conflitto uno dei più sanguinosi in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Il rapporto, pubblicato dal Center for Strategic and International Studies (Csis) di Washington e citato dal New York Times, stima quasi 1,2 milioni di vittime tra i soldati russi e circa 600 mila tra le forze ucraine, per un totale che sfiora 1,8 milioni.
Accertare con precisione il bilancio umano resta però estremamente difficile. Secondo gli analisti, la Russia tende a sottostimare sistematicamente le proprie perdite, mentre l’Ucraina non rende pubblici dati ufficiali. Lo studio si basa su stime incrociate dei governi statunitense e britannico, oltre a fonti indipendenti.

Le cifre evidenziano anche i limitati progressi militari russi sul terreno. In alcune aree del fronte, l’avanzata delle truppe di Mosca procede a una velocità compresa tra 15 e 70 metri al giorno, a fronte di perdite umane elevatissime.
Secondo il Csis, da gennaio 2024 la Russia ha conquistato circa l’1,5% del territorio ucraino e occupa complessivamente quasi il 20% del Paese. Le rigide temperature invernali hanno rallentato entrambe le parti, ma i combattimenti restano particolarmente intensi nelle regioni orientali di Luhansk e Donetsk.
«Avanziamo in tutte le direzioni», ha dichiarato il capo di Stato maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, in visita alle truppe nell’est dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, dall’inizio di gennaio le forze russe avrebbero «liberato 17 insediamenti» e preso il controllo di oltre 500 chilometri quadrati, rivendicazioni che Kiev continua a contestare.


