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Riccardo fatto scendere dal bus sotto la neve, il racconto shock: “Non sentivo le gambe”

Pubblicato: 30/01/2026 12:40

La procura di Belluno ha avviato un’inchiesta per abbandono di minore a seguito della denuncia presentata dalla famiglia di Riccardo, l’11enne costretto a camminare da solo nella neve per oltre un’ora e mezza. Il bambino è stato fatto scendere da un autobus di DolomitiBus lungo la tratta scolastica tra San Vito e Vodo, nonostante le temperature rigide e il buio imminente.

Secondo quanto riferito dai genitori, Riccardo aveva con sé il carnet di biglietti da 2,50 euro, tradizionalmente usato per i suoi spostamenti quotidiani verso la scuola. Tuttavia, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, il costo della corsa era stato maggiorato fino a 10 euro. Non essendo in grado di pagare il nuovo importo, l’autista gli avrebbe intimato di scendere, lasciandolo solo sulla strada innevata.
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La testimonianza dei genitori

La madre, Sole Vatalaro, ha raccontato al Tg1 il drammatico ritorno a casa del figlio: «Tremava, aveva le lacrime ed era debole. Ha detto che l’ultimo tratto è stato duro, faceva fatica a camminare. Sono indignata e delusa, mi sono molto preoccupata e non trovo normale che un bambino venga lasciato a piedi». Il piccolo ha percorso da solo circa sei chilometri, arrivando a casa in lacrime e completamente ghiacciato.

Il racconto dei genitori sottolinea la gravità dell’accaduto e la vulnerabilità del bambino, esponendolo a rischi potenzialmente gravi per la sua sicurezza e salute. La vicenda ha sollevato forte indignazione non solo tra i residenti della zona ma anche tra le istituzioni locali e gli utenti dei trasporti pubblici.

Intervento dell’azienda e sospensione del dipendente

DolomitiBus, azienda che gestisce la linea coinvolta, ha dichiarato di essere «sollevata» per il fatto che il bambino stesse bene, ma ha confermato la sospensione immediata dell’autista e l’avvio di una commissione interna per accertare quanto accaduto. L’azienda ha spiegato che la corsa era stata regolarmente esercitata da La Linea Spa, titolare del contratto di servizio principale, e che tutte le contestazioni erano state prontamente estese alla società per chiarimenti.

L’attivazione della commissione interna testimonia la volontà dell’azienda di fare luce sull’accaduto e di prevenire simili episodi in futuro. Il caso, tuttavia, ha già avuto un forte impatto mediatico, mettendo in evidenza le criticità nella gestione dei trasporti scolastici e le conseguenze di procedure amministrative poco flessibili sui minori.

La reazione del bambino

Il protagonista della vicenda, Riccardo, ha espresso alla madre il suo disagio: «Su quell’autobus non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato», riportano le cronache di Repubblica. Le parole del piccolo evidenziano non solo il trauma vissuto, ma anche la perdita di fiducia nei confronti del servizio di trasporto pubblico locale.

Questo episodio solleva interrogativi sull’accessibilità e sicurezza dei trasporti scolastici, in particolare durante eventi straordinari come i Giochi Olimpici, che possono comportare modifiche improvvise delle tariffe e delle regole di viaggio.

Conseguenze legali e sociali

L’apertura dell’inchiesta della procura di Belluno per abbandono di minore potrebbe avere risvolti importanti per la tutela dei bambini nei trasporti pubblici. Il caso sottolinea come anche una singola decisione presa da un conducente possa avere implicazioni penali, oltre che psicologiche, per i minori coinvolti.

I cittadini e le famiglie hanno chiesto maggiore attenzione e controlli più severi sui conducenti e sul rispetto dei protocolli di sicurezza. La vicenda di Riccardo, infatti, ha acceso il dibattito sulla responsabilità degli operatori dei trasporti pubblici e sulla necessità di regolamenti chiari per garantire la protezione dei bambini durante gli spostamenti quotidiani.

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