
Avrebbe sofferto di gravi problemi psicologici l’uomo di origini cinesi che nel pomeriggio di domenica 1 febbraio ha rubato una pistola a una guardia giurata e ha poi aperto il fuoco contro un blindato della polizia in zona Rogoredo, a Milano. Gli agenti hanno risposto sparando e lo hanno ferito gravemente. Il giovane è ora ricoverato in pericolo di vita.
A riferire delle sue condizioni mentali sono i familiari, che nei giorni scorsi avevano lanciato un appello sui social dalla Cina denunciandone la scomparsa.
L’aggressione al vigilante e la sparatoria in piazza Mistral
L’uomo, identificato come Liu Bowen, avrebbe prima aggredito una guardia giurata, colpendola alla testa con un bastone e sottraendole la pistola dalla fondina. Subito dopo si è dato alla fuga e ha incrociato una pattuglia della polizia in piazza Mistral, sempre nella zona di Rogoredo.
A quel punto ha sparato contro il mezzo delle forze dell’ordine. Gli agenti hanno risposto al fuoco, colpendolo. L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale in condizioni gravissime.
Nella stessa area, pochi giorni prima, si era verificato un altro episodio armato, a conferma di un contesto già particolarmente delicato sotto il profilo della sicurezza.
L’appello della moglie: “Per favore, aiutateci a riportarlo a casa”
Nei giorni precedenti ai fatti, i parenti avevano segnalato la scomparsa di Liu Bowen sui social. La moglie, Lius Wenhan, aveva lanciato un appello disperato: “Per favore, aiutateci a riportarlo a casa”. Secondo quanto raccontato dalla donna, il marito era salito su un taxi nella zona di via Donatello alcuni giorni prima, senza cellulare né contanti, e da allora non aveva più dato notizie di sé.
“Attualmente soffre di gravi problemi psicologici”, si legge nel messaggio condiviso dalla famiglia. “È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Io resto a casa a occuparmi dei nostri due figli, uno di quattro anni e l’altro di due. I bambini stringono ogni giorno la foto del papà dicendo che gli manca, e io mi sento impotente”.
“Era partito per darci una vita migliore”
La moglie ha spiegato che Liu Bowen aveva lasciato la Cina per lavorare in Italia, con l’obiettivo di garantire un futuro migliore alla famiglia. A Milano, però, avrebbe subito il furto di denaro e telefono, un episodio che – secondo il racconto dei parenti – avrebbe contribuito a far precipitare una situazione già fragile.
“L’enorme paura, il senso di impotenza e la disperazione di essere solo e senza aiuto in un Paese straniero hanno fatto crollare del tutto la sua salute mentale, già provata da un’enorme pressione, portandolo a una grave depressione”, ha scritto la donna.
Nel suo messaggio la moglie ricorda anche la promessa fatta ai figli prima della partenza: tornare per il Capodanno cinese con dei regali. “Ora invece, a causa del suo crollo psicologico, vaga da solo per le strade di Milano. Non sappiamo nemmeno se sia al sicuro”, aveva aggiunto, chiedendo ai connazionali presenti in città di avvicinarsi a lui e parlargli in caso di avvistamento.
Indagini in corso
Sull’accaduto indaga la polizia, che sta ricostruendo nel dettaglio la dinamica della sparatoria e le ore precedenti all’aggressione. Restano centrali anche gli accertamenti sulle condizioni psichiche dell’uomo e sulle eventuali responsabilità. Un episodio drammatico che intreccia sicurezza, disagio mentale e una vicenda familiare segnata dall’angoscia, mentre il giovane lotta tra la vita e la morte in ospedale.


