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Niscemi, Musumeci: “La frana ha superato i 4 chilometri”. Ancora nessuna soluzione per le famiglie sfollate

Pubblicato: 04/02/2026 10:52

La frana che sta interessando Niscemi continua ad allargarsi e a mostrare un’evoluzione preoccupante. Il movimento franoso ha ormai raggiunto una larghezza superiore ai 4 chilometri e presenta dislivelli di diverse decine di metri. È quanto ha riferito il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci nel corso di un’informativa al Senato, tracciando un quadro ancora critico sia sul piano geologico sia su quello dell’assistenza alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

La frana accelera: dislivelli in aumento e fenomeno ancora in evoluzione

Secondo quanto illustrato dal ministro, nella mattinata di domenica 25 gennaio l’evoluzione del dissesto ha subito una repentina accelerazione. La scarpata di frana ha raggiunto un dislivello di alcune decine di metri, in progressivo aumento, mentre il fenomeno continua a svilupparsi in modo retrogressivo.
Il coronamento ha ormai superato i 4 chilometri di larghezza complessiva, confermando le enormi dimensioni del movimento franoso e la complessità degli interventi necessari per la messa in sicurezza dell’area. Una situazione che resta in costante monitoraggio, ma che impone valutazioni approfondite sulle possibili evoluzioni del dissesto.

Famiglie sfollate, ancora nessuna soluzione definitiva

Sul fronte dell’emergenza abitativa, Musumeci ha chiarito che allo stato attuale non è stata ancora individuata una soluzione per le famiglie che sono state costrette ad abbandonare definitivamente le proprie case.
Il ministro ha ricordato che spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva, sottolineando come i sindaci siano la prima autorità di protezione civile e responsabili della pianificazione e della vigilanza urbanistica sul territorio. Le eventuali decisioni dovranno essere condivise con la comunità scientifica per tutti gli aspetti connessi alla sicurezza.

In questo contesto, Musumeci ha annunciato l’istituzione, presso il Dipartimento Casa Italia, di una commissione di studio incaricata di analizzare le possibili evoluzioni del fenomeno e di valutare le opzioni disponibili, anche in prospettiva di eventuali interventi strutturali o di delocalizzazione.

Risorse disponibili e pacchetto di misure allo studio

Dal punto di vista finanziario, il ministro ha assicurato che per il governo Meloni la vicenda di Niscemi non rappresenta un problema di risorse. I fondi sono disponibili e saranno destinati a un progetto condiviso con le amministrazioni locali, in raccordo con il governo della Regione siciliana che ha già manifestato ampia disponibilità a collaborare.

Parallelamente, l’esecutivo sta lavorando a una serie di iniziative a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana. Tra le misure in preparazione figurano la sospensione dei termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi, oltre a quelli processuali e amministrativi, interventi in materia di ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore privato e strumenti di sostegno al reddito per gli autonomi.

Sono inoltre previste misure per il recupero della capacità produttiva, aiuti alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, sostegni al comparto turistico e stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino dei servizi, all’assistenza alla popolazione, alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo. Rientrano nel pacchetto anche eventuali interventi di delocalizzazione, qualora questa dovesse risultare la soluzione indicata dalle autorità locali, insieme al potenziamento della risposta operativa della protezione civile.

È inoltre in corso, proprio in questi giorni, una stima il più possibile attendibile e dettagliata delle risorse necessarie per il ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse. Musumeci ha assicurato che nei prossimi giorni il governo provvederà a integrare le risorse destinate alle tre regioni interessate, con l’obiettivo di consentire interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile.

L’attacco del ministro: “Non sono mancati sciacalli in giacca e cravatta”

Nel suo intervento al Senato, Musumeci ha anche replicato alle polemiche delle ultime settimane, parlando apertamente di una campagna mediatica che sarebbe andata oltre la normale dialettica politica.
Il ministro ha denunciato giudizi sommari e ricostruzioni frettolose che avrebbero cercato in malafede un capro espiatorio, soprattutto sulla frana di Niscemi, invece di contribuire a una comprensione seria dei fatti.

Secondo Musumeci, non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio, dentro e fuori le istituzioni, talvolta anche dietro un’apparenza formale. “Prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l’umiltà di pesare la propria”, ha concluso, ricordando che il consenso si conquista e si mantiene tra la gente e che, quando il consenso si perde, si perde anche la credibilità.

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