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Scoperti 200mila evasori totali. E ci sono 2,4 milioni di lettere in partenza per contestare irregolarità

Pubblicato: 05/02/2026 12:44

Il panorama della lotta all’evasione fiscale in Italia si arricchisce di nuovi e significativi dati, delineando una strategia che punta sempre più sulla tecnologia e sulla prevenzione piuttosto che sulla semplice repressione. Durante l’evento Telefisco organizzato dal Sole24Ore a Spoleto, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha tracciato un bilancio dell’attività svolta e ha fornito le linee guida per il prossimo futuro, evidenziando una mole di lavoro che coinvolge milioni di posizioni fiscali e punta a far emergere il sommerso più profondo.

Numeri dell’evasione totale

Nel corso dell’ultimo anno solare, l’amministrazione finanziaria ha condotto un monitoraggio estremamente capillare che ha portato all’individuazione di duecentomila evasori totali. Questa cifra impressionante comprende sia persone fisiche che attività imprenditoriali che operano completamente al di fuori dei radar dello Stato. Entrando nel dettaglio statistico, emerge che il sessanta per cento di questi soggetti ha semplicemente omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, pur avendo probabilmente un profilo fiscale già noto in passato, mentre il restante quaranta per cento era costituito da soggetti totalmente sconosciuti alle banche dati del Fisco. Questo secondo gruppo rappresenta la sfida più complessa per l’Agenzia, poiché si tratta di realtà che non hanno mai attivato alcun tipo di interlocuzione con l’autorità tributaria, rendendo necessaria un’attività di analisi dei dati incrociata e molto sofisticata per poterli identificare correttamente.

Strategie di analisi e selezione

L’efficacia di questi risultati deriva da un imponente processo di screening che ha coinvolto circa diciassette milioni di posizioni fiscali. Il direttore Carbone ha sottolineato come non tutti i controlli preliminari sfocino necessariamente in una fase di accertamento formale o in sanzioni dirette. Il lavoro dell’Agenzia si divide infatti in una fase di analisi massiva, seguita da una selezione accurata volta a isolare i comportamenti che presentano un reale rischio di evasione. Questo metodo permette di concentrare le risorse umane e tecnologiche verso i casi di effettivo occultamento di ricchezza, evitando di gravare inutilmente su quei contribuenti che mantengono una condotta sostanzialmente corretta. L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare la qualità dei controlli, rendendoli più mirati e meno invasivi per chi opera nel rispetto della legalità.

Lettere di compliance e prevenzione

Per l’anno in corso, l’Agenzia delle Entrate ha pianificato l’invio di oltre due milioni e quattrocentomila lettere di compliance. Questi documenti, che il direttore preferisce definire come dei semplici promemoria, hanno lo scopo di instaurare un dialogo preventivo con il cittadino o l’impresa. Si tratta di una strategia di adempimento spontaneo che invita il destinatario a verificare la propria posizione e, qualora riscontrasse delle anomalie o delle dimenticanze, a regolarizzarle autonomamente attraverso lo strumento del ravvedimento operoso. Questa tipologia di comunicazione sarà indirizzata a diverse categorie di contribuenti, inclusi coloro che hanno omesso la dichiarazione dei redditi o che presentano incongruenze evidenti tra le fatture emesse e gli adempimenti periodici relativi all’Iva. In questo modo si cerca di ridurre il contenzioso e di favorire un clima di maggiore fiducia tra Stato e contribuente.

Assenza di automatismi e tutele

Un punto su cui il vertice dell’Agenzia ha voluto porre una particolare enfasi riguarda la natura di queste comunicazioni, ribadendo che non esiste alcun automatismo sanzionatorio legato all’invio delle lettere. La rassicurazione serve a placare i timori di chi vede in queste missive un atto di accusa immediato. Al contrario, la lettera rappresenta una possibilità offerta al contribuente per giustificare eventuali discrepanze o per correggere errori materiali prima che si inneschi una vera e propria attività di controllo fiscale. La filosofia che muove l’amministrazione è quella della collaborazione trasparente, specialmente per le aziende che, pur avendo fatturati inferiori ai cinquecento milioni di euro, possono beneficiare di un rapporto meno conflittuale con il Fisco se scelgono la strada della trasparenza preventiva e del dialogo costante.

Oltre all’attività di controllo, l’Agenzia delle Entrate sta potenziando anche i servizi di assistenza per agevolare il lavoro degli intermediari e dei cittadini. Un esempio concreto è l’iniziativa che prevede l’apertura pomeridiana degli sportelli dedicata specificamente ai professionisti del settore economico. Questo potenziamento dell’orario di ricevimento mira a snellire le procedure burocratiche e a fornire risposte rapide ai consulenti che si trovano a gestire le posizioni fiscali dei propri clienti. Migliorare l’accessibilità degli uffici è considerato un passaggio fondamentale per supportare la compliance fiscale, poiché semplifica l’adempimento degli obblighi tributari e riduce le possibilità di errore dovute a dubbi interpretativi o difficoltà tecniche nella trasmissione dei dati.

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Ultimo Aggiornamento: 05/02/2026 13:05

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