
Nuovi cedimenti interessano il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove la frana che si è sviluppata dal 25 gennaio continua a provocare danni. Le immagini riprese con un drone mostrano la precarietà della zona accanto alla Biblioteca privata Angelo Marsiano, con un angolo dell’edificio sospeso nel vuoto e la terra che cede sotto le fondamenta.
La frana, che dall’inizio dell’emergenza ha raggiunto una larghezza di oltre quattro chilometri, ha costretto i vigili del fuoco a intensificare i loro interventi, arrivati a 675 operazioni per garantire sicurezza e soccorso alla popolazione.
Uno dei simboli più drammatici del disastro è proprio la biblioteca Angelo Marsiano, dove sono custoditi circa 4.000 libri, mappe e documenti che ricostruiscono la storia di Niscemi. L’edificio, per metà sospeso sul baratro, ha la porta d’ingresso che si affaccia su un marciapiede, mentre sotto si apre un abisso di centinaia di metri.
Per salvare questo patrimonio storico e culturale, considerato anche parte dell’identità della comunità, si sono mobilitati i principali scrittori siciliani, che hanno lanciato appelli affinché i volumi non vadano perduti.
Il sindaco Massimiliano Conti ha sottolineato la pericolosità dell’operazione di recupero: «Il recupero dei 4.000 libri, in questa fase, è pericolosissimo. Lo scantinato in cui sono custoditi si trova in una stanza della biblioteca in bilico sul ciglio della frana», ha dichiarato.
Il rione più colpito dalla frana è quello delle Sante Croci, in via Roma 67, dove l’edificio minacciato si trova nel cuore della tragedia. La priorità rimane garantire la sicurezza dei soccorritori e della comunità.

Tra gli scrittori che hanno aderito all’appello figurano Stefania Auci e Nadia Terranova, insieme ad altri autori siciliani, che hanno chiesto alle istituzioni di intervenire tempestivamente per mettere in sicurezza l’edificio e preservare il patrimonio culturale.
Il sindaco ha confermato che «quando l’emergenza cesserà, se sarà possibile recuperare qualcosa, lo faremo di comune accordo con vigili del fuoco e protezione civile, garantendo sempre la massima sicurezza».
I 4.000 volumi storici della biblioteca rappresentano una memoria fondamentale non solo per Niscemi, ma per l’intera Sicilia, e il loro recupero è considerato di enorme valore culturale e identitario.


