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Carlo Conti su De Martino, il nodo Sanremo: “servono ore di volo”

Pubblicato: 05/02/2026 21:18
Conti De Martino

Carlo Conti rimette ordine nel dibattito su Sanremo e sul futuro della conduzione: il prossimo anno, chiarisce, non sarà lui a guidare il Festival. Dopo giorni di battute, retroscena e ipotesi su chi potrebbe raccoglierne l’eredità, il conduttore ribadisce un concetto che suona come definitivo: il passaggio di testimone è ormai tracciato.

Nei giorni scorsi Conti aveva giocato con l’identikit del successore, evocando qualcuno “più giovane, aitante e belloccio”. Una frase che molti avevano letto come un assist, se non un’investitura indiretta, per Stefano De Martino, anche perché circola l’idea di un contratto con opzione proprio per Sanremo 2027. Ma adesso il tono cambia: meno ironia, più sostanza.

Il chiarimento dopo le battute: cosa ha detto davvero Conti

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Carlo Conti e Stefano De Martino, il tema del futuro di Sanremo

Intervenendo a Radio Subasio, Conti sposta l’attenzione su ciò che, a suo avviso, conta davvero per guidare la macchina del Festival. E lo dice senza giri di parole: “Serve qualcuno che abbia il know how e l’esperienza, le ore di volo per poter guidare una macchina del genere”.

Una frase che, inevitabilmente, pesa nel confronto pubblico su Stefano De Martino e su tutti i nomi che circolano attorno al Festival di Sanremo. Perché ridimensiona i criteri legati all’età o all’immagine e riporta la discussione su un terreno più tecnico: competenze, gestione, autorevolezza.

De Martino e l’effetto “bocciatura”: esperienza e autorevolezza al centro

Stefano De Martino, al centro delle ipotesi per Sanremo

Conti aggiunge che “C’è solo l’imbarazzo della scelta”. Ma, nel contesto attuale, suona più come una formula diplomatica che come una fotografia fedele del panorama televisivo. La sensazione, infatti, è che i profili davvero pronti a reggere il peso del Festival siano pochi.

E proprio qui emerge un altro punto chiave del ragionamento: l’eventualità di tornare a una distinzione netta tra chi conduce e chi firma la parte creativa. Una separazione che alleggerirebbe la responsabilità concentrata oggi su un’unica figura e renderebbe più praticabile la scelta del prossimo volto sul palco dell’Ariston.

Il vero cuore di Sanremo, secondo Conti: la direzione artistica

È su questo snodo che Conti insiste con maggiore convinzione: “Il ruolo più importante è la direzione artistica del Festival. È il ruolo che determina le scelte, non solo delle canzoni ma di tutto il resto, dalla regia alle immagini, dalle luci alla scena, dagli ospiti a tutto il resto”.

In queste parole c’è la sostanza del problema: Sanremo non è soltanto la conduzione in prima serata, ma un ingranaggio complesso, dove ogni dettaglio pesa. E dove serve una visione capace di tenere insieme scelte musicali, costruzione dello show e gestione della pressione mediatica.

Il palco di Sanremo, simbolo della complessità del Festival
Carlo Conti e Stefano De Martino, confronto sul futuro del Festival di Sanremo

Ascolti e addio: perché Conti sembra deciso a chiudere il ciclo

Il capitolo ascolti resta, come sempre, il termometro pubblico della kermesse. Ma Conti fa capire che nemmeno un risultato record con Sanremo 2026 cambierebbe i suoi piani: “È un buon motivo per lasciarlo perché alzare l’asticella sempre di più è impossibile. L’anno scorso abbiamo battuto tutti i record immaginabili”.

Il messaggio finale, in sostanza, è chiaro: comunque vada, per lui si può chiudere qui. Un congedo che appare lucido, quasi istituzionale, e che lascia ora la domanda più delicata sul tavolo: chi avrà davvero l’esperienza, e le “ore di volo”, per raccogliere il peso di Sanremo?

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