Vai al contenuto

Lorenzo muore durante l’allenamento di boxe: indagine per omicidio colposo

Pubblicato: 06/02/2026 09:54

È un’inchiesta per omicidio colposo quella aperta dalla Procura sulla morte di Lorenzo Vernaglione, 40 anni, avvenuta durante un allenamento di Muay Thai in una palestra di Roma. Al momento non risultano indagati, ma gli accertamenti puntano a chiarire se un colpo involontario ricevuto durante l’attività sportiva possa aver causato il decesso.

Al centro delle verifiche c’è l’uso delle protezioni: gli inquirenti vogliono capire se l’uomo indossasse tutti i dispositivi necessari e se vi fosse qualcuno con l’obbligo di controllarne l’effettivo utilizzo. Si tratta però solo di una delle ipotesi. La Procura non esclude infatti una morte naturale, così come la possibilità che il 40enne avesse assunto farmaci o integratori legati alla preparazione sportiva o che non fosse in condizioni fisiche idonee a sostenere uno sforzo intenso.

L’indagine è partita da una segnalazione del Policlinico Gemelli, che ha evidenziato i potenziali rischi legati a una disciplina in cui sono frequenti traumi e infortuni. La Muay Thai è infatti uno sport da combattimento che prevede l’utilizzo combinato di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, con numerosi punti di contatto rispetto alla boxe tradizionale. L’uso delle protezioni è fondamentale per ridurre i danni, pur non eliminando del tutto il rischio.

La tragedia si è verificata il 3 febbraio nella palestra Flaminia Sette, in via Tuscania, nella zona di Corso Francia. Dopo il consueto riscaldamento, Lorenzo avrebbe iniziato uno scambio di colpi con un compagno di allenamento quando, dopo pochi istanti, si è accasciato al suolo.

I presenti hanno tentato subito le manovre di rianimazione, mentre venivano allertati i soccorsi. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea, ma è deceduto prima dell’arrivo.

Un primo esame clinico ha lasciato aperti diversi interrogativi sulle cause della morte. Sarà l’autopsia, in programma nei prossimi giorni, a fornire elementi decisivi. I gestori della palestra, profondamente colpiti dall’accaduto, hanno preferito non rilasciare dichiarazioni. Al centro dell’inchiesta resta il tema della sicurezza negli allenamenti e del rispetto dei protocolli previsti negli sport da combattimento.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 09:56

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure