Vai al contenuto

Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026: tutto quello che è successo alla cerimonia di apertura

Pubblicato: 06/02/2026 21:57

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 ha trasformato San Siro e l’Arco della Pace in un unico grande palcoscenico, capace di tenere insieme spettacolo, identità nazionale, memoria culturale e tensioni del presente. Davanti a 67mila spettatori sugli spalti dello stadio milanese, e con collegamenti continui con Cortina, l’Italia ha dato il via ai Giochi con una serata lunga, stratificata, a tratti solenne e a tratti emotivamente contrastata.

Il racconto si è aperto con la danza: i ballerini della Scala Claudio Coviello e Antonella Albano hanno portato in scena Amore e Psiche, un dialogo tra passione e razionalità che ha fatto da metafora all’intera cerimonia. Subito dopo, San Siro ha mostrato il suo volto più festoso, con immagini di fratellanza tra tifosi di ogni nazionalità e un colpo d’occhio da record per un’Olimpiade invernale.

La creatività italiana è stata uno dei fili conduttori della serata. Un’esplosione di colori sul prato ha introdotto l’omaggio a Raffaella Carrà, celebrata come icona pop e simbolo di libertà espressiva, con una ballerina vestita d’oro e il celebre caschetto biondo. Poco dopo, la letteratura ha trovato spazio con Pierfrancesco Favino, che ha declamato L’infinito di Leopardi, imponendo per qualche istante il silenzio e l’ascolto in uno stadio solitamente votato al rumore.

Il momento più solenne è arrivato con l’inno d’Italia, cantato da Laura Pausini mentre il Tricolore veniva issato sopra San Siro. A seguire, un altro tributo all’eccellenza italiana: lo stadio si è tinto di verde, bianco e rosso per celebrare Giorgio Armani, con la top model Vittoria Ceretti che ha portato la bandiera italiana fino ai corazzieri. La musica internazionale ha dialogato con la tradizione grazie a Mariah Carey, che ha scelto di cantare in italiano Nel blu dipinto di blu, rendendo omaggio a Domenico Modugno.

Lo spettacolo ha poi lasciato spazio al rito olimpico per eccellenza: la sfilata delle delegazioni. Ad aprire il corteo, come da tradizione, è stata la Grecia, seguita dagli altri Paesi in ordine alfabetico, mentre l’Italia ha chiuso la parata. Tra i passaggi più notati, il debutto assoluto del Benin alle Olimpiadi invernali, l’Arabia Saudita con abiti tradizionali al posto delle divise tecniche, delegazioni ridottissime come quella di Cipro e l’accoglienza calorosa per Brasile, Canada e Cina. Il pubblico ha riservato un’ovazione alla delegazione dell’Ucraina, presente con 46 atleti, mentre non sono mancati momenti di tensione: fischi hanno accompagnato l’ingresso della delegazione israeliana e, più tardi, l’inquadratura del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.

La cerimonia si è mossa continuamente tra Milano e Cortina. Nella località dolomitica, Federica Brignone e Amos Mosaner hanno portato la bandiera italiana. Per la sciatrice, emozionata, essere portabandiera in casa ha rappresentato la sintesi di un percorso difficile e di un sogno finalmente realizzato. Forte anche il momento simbolico che ha visto protagonista un ragazzino di 11 anni, diventato noto dopo essere stato lasciato a piedi sotto la neve da un autobus: durante la cerimonia ha partecipato all’alzabandiera che ha unito San Siro e una piazza di Cortina, trasformando una brutta vicenda in un gesto di riscatto.

Il racconto artistico è proseguito con Sabrina Impacciatore, che ha guidato un viaggio attraverso cento anni di Olimpiadi invernali, trasformato in un musical capace di mescolare memoria, canzone italiana ed elettronica contemporanea. Brenda Lodigiani ha invece spiegato, con ironia, la gestualità italiana al pubblico internazionale, ispirandosi a Bruno Munari.

I valori olimpici sono stati ribaditi anche a parole. Charlize Theron ha portato un messaggio di pace ispirato a Nelson Mandela, mentre Ghali ha recitato Promemoria di Gianni Rodari in tre lingue, accompagnato da un quadro scenico che disegnava una colomba, simbolo della tregua olimpica. Subito dopo, l’ingresso della bandiera olimpica è stato accompagnato dall’inno eseguito da Lang Lang e Cecilia Bartoli, con il coro di voci bianche della Scala.

Il cuore istituzionale della serata è arrivato con i discorsi di Giovanni Malagò e della presidente del Cio, che hanno richiamato unità, pace e fratellanza. “Sarà un’Olimpiade con spirito italiano”, ha detto Malagò, prima che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiarasse ufficialmente aperti i Giochi.

Il finale ha unito sport e lirica. Beppe Bergomi e Franco Baresi, tedofori d’eccezione, hanno attraversato San Siro con la Fiamma sulle note di Nessun Dorma cantata da Andrea Bocelli. Poi il passaggio all’Arco della Pace: Samantha Cristoforetti, il braciere-sole, e infine l’accensione affidata ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, in contemporanea con Sofia Goggia a Cortina. I fuochi d’artificio hanno chiuso la notte, suggellando l’inizio di un’Olimpiade che ha scelto di raccontarsi come specchio dell’Italia di oggi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 23:59

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure