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Sabotaggi Olimpiadi, la strategia anarchica: “Come a Parigi 2024”. Cosa vogliono ottenere davvero

Pubblicato: 08/02/2026 10:40

L’attacco ai nodi ferroviari di Bologna non viene letto dagli inquirenti come un evento fortuito, ma come il tassello di un mosaico inquietante che vede il nostro Paese al centro di una strategia di tensione a bassa intensità. L’immagine simbolo di questa deriva è quella di un tedoforo che corre con un fucile, una provocazione visiva che accompagna i volantini in cui le imminenti Olimpiadi vengono descritte come eventi «di guerra, devastazione e repressione» da sabotare senza sosta. La polizia è convinta: Bologna non è un caso isolato, ma un adattamento locale di una tattica già collaudata in Europa per segnalare che i grandi eventi non sono intoccabili.

Il “modello Parigi” e la centralità della pista anarchica

Il precedente che toglie il sonno agli apparati di sicurezza è quello francese. Alla vigilia dei Giochi di Parigi, un’azione coordinata colpì i gangli vitali del traffico ferroviario, lasciando ottocentomila passeggeri a terra. Bologna sembra seguire quel solco, ma con una variante strategica: colpire prima, non durante. L’obiettivo è dimostrare la vulnerabilità del sistema attraverso il fuoco, evitando le vittime ma massimizzando il danno simbolico e logistico. Al momento, quella anarchica è la pista principale perché è l’unica in grado di tenere insieme i pezzi di una galassia che ha trasformato l’Italia in un laboratorio europeo dell’attivismo anarco-insurrezionalista.

I dati confermano questa centralità: secondo l’ultimo rapporto Europol sulla violenza ideologica, nel 2024, su 21 attacchi attribuiti nell’Unione Europea all’area anarchica e della sinistra radicale, ben 18 sono stati localizzati o progettati in Italia. Una rete solida, con basi operative a Torino, Bologna e Roma, che ha trovato nuova linfa dopo il caso di Alfredo Cospito. La protesta contro l’evento olimpico funge da catalizzatore per istanze diverse: dalla critica a Leonardo — «che garantirà la sicurezza con le stesse tecnologie testate sui palestinesi» — fino al boicottaggio contro colossi come Coca-Cola e Airbnb.

I precedenti, del resto, sono numerosi e significativi. Dagli ordigni rudimentali davanti ai tribunali di Pisa nel 2023, fino ai roghi coordinati contro le auto di Poste Italiane a Roma o le diciassette Tesla distrutte in una concessionaria nel 2025. Ogni azione, spesso rivendicata online con linguaggi coerenti, serve a ribadire che lo snodo sensibile può essere colpito in qualsiasi momento. Bologna, con i suoi cavi tranciati, è solo l’ultima firma di una campagna che contesta anche le dinamiche geopolitiche, lamentando come si assista «nuovamente all’esclusione di atleti russi e bielorussi mentre quelli israeliani partecipano liberamente». La sorveglianza resta massima: il timore è che questa sia solo la prova generale di una primavera di fuoco.

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