
Un primo tempo opaco e poco incisivo condanna la Juventus a rientrare negli spogliatoi sotto di un gol contro la Lazio, avanti 1-0 allo Stadium al termine dei primi 45 minuti. A decidere fin qui la sfida è la rete di Pedro in pieno recupero, arrivata come una doccia fredda per i bianconeri dopo una frazione giocata con maggiore possesso ma con poca lucidità negli ultimi metri. Ma non è tutto, il secondo tempo si è aperto anche peggio: immediato raddoppio laziale con Isaksen lanciato in velocità che si fa beffa di Cambiaso.
Juventus sterile, Lazio più cinica
La Juventus prova a fare la partita sin dai primi minuti, ma il giro palla è spesso lento e prevedibile. I tentativi dalla distanza di Yildiz, Cambiaso e Koopmeiners non impensieriscono più di tanto la retroguardia biancoceleste, ben organizzata e compatta.
Le occasioni migliori per i bianconeri arrivano da palla inattiva: al 16’ Bremer va vicino al gol con un colpo di testa parato sotto la traversa da Provedel, mentre poco dopo Thuram e McKennie sprecano due opportunità aeree da posizione favorevole. Troppa imprecisione sotto porta, uno dei temi principali del primo tempo juventino.
Il gol di Pedro gela lo Stadium
Quando l’intervallo sembra ormai vicino, la Lazio colpisce. Al 45’+2 ripartenza rapida degli ospiti, Daniel Maldini serve Pedro che, dalla sinistra dell’area, lascia partire un sinistro preciso che si infila nell’angolino basso alla sinistra del portiere. Un gol che premia la maggiore concretezza della squadra di Sarri e punisce una Juventus distratta proprio nel momento chiave.
Lazio ordinata, Juve nervosa
I biancocelesti, pur senza dominare, danno l’impressione di avere un piano chiaro: difesa attenta, ripartenze rapide e gestione dei ritmi. La Juventus, invece, fatica a trovare soluzioni tra le linee e finisce spesso per affidarsi a cross o conclusioni forzate. Anche sul piano disciplinare emergono segnali di nervosismo, con diversi falli a spezzare il ritmo del gioco.
McKennie la riapre al 59′
La ripresa si apre nel modo peggiore per la Juventus. Dopo appena due minuti, al 47’, la Lazio raddoppia con Isaksen, che finalizza un’azione rapida con un destro potente sotto la traversa su assist di Cataldi, portando il risultato sullo 0-2. La Juve prova a reagire aumentando il ritmo e al 59’ trova il gol che riapre la partita: McKennie svetta di testa su cross di Cambiaso e firma l’1-2, premiando una fase di pressione continua dei bianconeri.
Nel resto del secondo tempo la squadra di casa spinge, soprattutto con Yildiz, Zhegrova e Locatelli, ma senza la necessaria precisione negli ultimi metri. Le occasioni non mancano, così come i calci d’angolo, ma la Lazio regge l’urto, si difende con ordine e prova a colpire in contropiede, sfiorando anche il terzo gol con Taylor. La Juventus cresce rispetto al primo tempo, ma paga ancora una volta la scarsa concretezza e gli errori difensivi a inizio ripresa.
Finale di assalto: la Juventus trova il pari nel recupero
Nel finale la Juventus aumenta ulteriormente la pressione, riversandosi stabilmente nella metà campo della Lazio. Le occasioni si moltiplicano, soprattutto con Yildiz, Boga e Zhegrova, mentre i biancocelesti faticano a ripartire e iniziano ad accusare la stanchezza. I bianconeri collezionano calci d’angolo, tiri dalla distanza e mischie in area, ma trovano spesso l’opposizione della difesa laziale o l’imprecisione negli ultimi sedici metri. Con sei minuti di recupero concessi dall’arbitro, lo Stadium spinge la squadra in una vera e propria offensiva a oltranza.
Kalulu salva la Juve al 90’+6, è 2-2 allo Stadium
Il forcing viene premiato al 90’+6: sugli sviluppi dell’ennesima azione offensiva, Pierre Kalulu si avventa sul pallone in area e da pochi passi firma il gol del 2-2, facendo esplodere lo Stadium. Nel recupero la Juventus tenta anche il colpo del sorpasso, soprattutto con Openda, che però non trova la porta. Il triplice fischio arriva al 90’+8, chiudendo una partita sofferta ma riacciuffata con carattere dai bianconeri, che evitano la sconfitta grazie a un finale di grande intensità.


