
Tragedia nel Libano settentrionale, dove il crollo di due edifici adiacenti ha causato almeno sei vittime e diversi feriti nella città di Tripoli. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, mentre proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie.
Secondo quanto riferito dal presidente del consiglio comunale di Tripoli, Abdel Hamid Karimeh, il crollo è avvenuto nel quartiere Bab al-Tabbaneh, una delle aree più densamente popolate e fragili della città. Al momento non è stato possibile stabilire quante persone possano essere ancora intrappolate sotto i detriti. Le operazioni di soccorso sono iniziate immediatamente e sono tuttora in corso.
Soccorsi in azione e quartiere evacuato
Le attività di ricerca e salvataggio sono guidate dalle squadre della protezione civile, con il supporto della Croce Rossa libanese e di altre agenzie di emergenza. Anche numerosi residenti del quartiere hanno partecipato alle operazioni, aiutando a rimuovere le macerie e a creare varchi per raggiungere eventuali superstiti.
Le Forze di Sicurezza Interna e la polizia municipale di Tripoli hanno disposto l’evacuazione degli edifici residenziali vicini, per il timore di ulteriori crolli, in un contesto di forte presenza militare. Secondo l’agenzia di stampa statale National News Agency, almeno otto feriti sono stati estratti vivi dalle macerie.
L’intervento delle autorità libanesi
Il presidente della Repubblica, Joseph Aoun, ha ordinato a tutti i servizi di emergenza di restare in massima allerta, garantendo pieno supporto alle operazioni di soccorso e assistenza ai residenti evacuati.
Anche il primo ministro Nawaf Salam è intervenuto, assicurando che il governo è pronto a fornire indennità di alloggio a tutte le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. In una nota, Salam ha lanciato un appello a non strumentalizzare politicamente la tragedia:
“Data la portata di questa catastrofe umanitaria, frutto di anni di negligenza accumulata, esorto tutti coloro che sono coinvolti in politica ad astenersi dallo sfruttare questo orribile disastro per ottenere guadagni politici a basso costo”.
Un disastro che riflette il degrado delle infrastrutture
Il crollo riporta al centro dell’attenzione il drammatico stato delle infrastrutture libanesi, segnate da decenni di abbandono, collasso economico, corruzione e dai danni causati dai conflitti, in particolare quelli con Israele.
Tra le criticità più gravi figurano la cronica carenza di elettricità, un sistema idrico inaffidabile con rischi di contaminazione e una vasta presenza di edifici fatiscenti, soprattutto nei quartieri più poveri. Un contesto che rende simili tragedie non episodi isolati, ma il risultato di problemi strutturali irrisolti.


