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Europa, Meloni e Merz preparano la svolta: il patto Roma-Berlino per dare più potere agli stati

Pubblicato: 10/02/2026 10:34

È una linea stretta quella su cui cammina la Commissione europea per rilanciare la competitività del continente. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione in un contesto globale sempre più competitivo e instabile. Ma il punto di arrivo, su diversi dossier, potrebbe non essere più l’intesa a Ventisette, bensì il ricorso alla cooperazione rafforzata: soluzioni “à la carte” tra i Paesi disponibili ad andare avanti insieme.

La lettera di von der Leyen ai leader

Nella lettera inviata ai capi di Stato e di governo in vista del ritiro sulla competitività convocato dal presidente del Consiglio europeo António Costa al castello di Alden Biesen, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen indica chiaramente la rotta.

L’ambizione resta quella di procedere con tutti gli Stati membri, ma – sottolinea – non bisogna essere “timidi”. Se necessario, si potrà utilizzare lo strumento previsto dai Trattati della cooperazione rafforzata, che consente a un gruppo di almeno nove Paesi di avanzare su specifici ambiti di integrazione.

Una posizione che richiama le tesi espresse da Mario Draghi nel suo Rapporto sulla competitività, rilanciate con la formula del “federalismo pragmatico”. Draghi interverrà alla sessione mattutina del ritiro, mentre nel pomeriggio parlerà Enrico Letta, autore di un rapporto sul Mercato unico.

Dalla riflessione all’azione

Il ritiro punta a definire un’agenda operativa dopo anni di discussioni su temi come il completamento del Mercato unico, l’Unione dei mercati dei capitali e l’Unione dell’energia.

Da un lato emerge la necessità di semplificare e accelerare; dall’altro, il processo decisionale europeo – che coinvolge Commissione, Consiglio e Parlamento – continua a mostrare lentezze e attriti.

Alcuni Stati, tra cui la Germania, hanno manifestato irritazione verso il Parlamento europeo su dossier come l’accordo Mercosur e la revisione delle norme verdi per le imprese. Con Donald Trump alla Casa Bianca e diverse elezioni imminenti in Europa, molte capitali appaiono meno disponibili a compromessi prolungati.

L’asse Roma-Berlino e il pre-summit

Germania e Italia hanno formalizzato le loro posizioni nel documento congiunto sulla competitività siglato durante l’incontro tra Friedrich Merz e Giorgia Meloni a Roma il 23 gennaio. Sulla scia di quell’intesa è stato convocato un pre-summit con il sostegno del premier belga Bart De Wever.

Alla riunione parteciperanno numerosi Paesi, inclusa la Francia, la cui presenza non era scontata. A Bruxelles è stato notato il rafforzamento del dialogo tra Roma e Berlino, in una fase in cui gli equilibri europei sembrano in evoluzione.

Semplificazione e “freno d’emergenza”

Uno dei punti più significativi del documento italo-tedesco riguarda la semplificazione normativa. Roma e Berlino chiedono una “discontinuità”, con il ritiro delle iniziative della Commissione rimaste bloccate nel processo legislativo, definite “iniziative zombie”.

Viene inoltre proposto un monitoraggio sistematico degli emendamenti introdotti da Parlamento e Consiglio, per verificare eventuali oneri aggiuntivi per imprese e amministrazioni nazionali, nonché il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Tra le proposte figura anche un vero e proprio “freno d’emergenza”, che permetta agli Stati di intervenire qualora l’attività legislativa generi preoccupazioni per nuovi carichi amministrativi. La semplificazione, secondo il documento, dovrebbe diventare una priorità diretta dei capi di Stato e di governo, con la Commissione chiamata a riferire regolarmente al Consiglio europeo.

I dossier sul tavolo

I temi del ritiro sono ampi e interconnessi. Si va dal cosiddetto “28esimo regime” europeo per consentire la registrazione rapida di start-up e scale-up in tutta l’Unione, all’integrazione dei mercati finanziari, fino alla diversificazione commerciale e agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Il filo conduttore è la ricerca di maggiore competitività e autonomia in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e competizione tecnologica. Resta da capire se il rilancio avverrà attraverso un nuovo slancio comune o tramite una Europa a più velocità.

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