
Un delitto di estrema violenza avvenuto in un’azienda agricola della regione di Krasnoyarsk Krai si è concluso con una pesante condanna giudiziaria. Il Tribunale Regionale di Krasnoyarsk ha inflitto 23 anni di carcere a Igor Zykov, 41 anni, riconosciuto colpevole di omicidio aggravato dalla crudeltà, violenza sessuale e furto ai danni di una ragazza di 17 anni.
L’uomo dovrà scontare la pena in un istituto di massima sicurezza e risarcire la famiglia della vittima con una somma pari a 6,1 milioni di rubli. Dopo l’arresto, avvenuto pochi giorni dopo i fatti, l’imputato aveva ammesso l’aggressione ma sostenuto che non si fosse trattato di un omicidio volontario, negando inoltre l’abuso sessuale. La ricostruzione degli inquirenti, però, ha portato a conclusioni diverse, ritenendo provata sia l’aggressione sia l’intenzione di uccidere.
La vendetta e l’aggressione
Secondo quanto emerso in aula, la sera del delitto — nel novembre 2024 — i genitori della ragazza erano fuori casa. L’uomo, ex dipendente del padre, si sarebbe presentato nell’azienda agricola in stato di ebbrezza, con l’intenzione di vendicarsi dopo contrasti lavorativi.
Stando alla sua stessa versione, sarebbe entrato nell’area degli allevamenti con l’idea di danneggiare le strutture e gli animali, ma avrebbe incontrato la giovane. Da lì sarebbe nata una lite degenerata in un’aggressione brutale, durante la quale la ragazza è stata colpita ripetutamente e lasciata in condizioni gravissime.
Il tentativo di cancellare le prove
Dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe sottratto il telefono della vittima, distruggendolo successivamente per eliminare eventuali tracce. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti successivi attraverso testimonianze, rilievi tecnici e accertamenti forensi, elementi che hanno portato alla sua incriminazione formale.
Il corpo della giovane fu ritrovato poco dopo dal fidanzato. I soccorsi si rivelarono inutili: la ragazza era morta a causa delle gravi ferite riportate durante l’aggressione.
La sentenza e le aggravanti
Il tribunale ha riconosciuto la particolare crudeltà del gesto e la volontà dell’imputato di infliggere sofferenze, elementi che hanno inciso sulla severità della pena. Oltre alla detenzione e al risarcimento economico, la sentenza sottolinea la gravità dei reati contestati, in un caso che ha profondamente scosso l’opinione pubblica locale.
Le autorità russe hanno ribadito che l’indagine si è basata su un insieme coerente di prove tecniche e testimoniali, ritenute sufficienti a dimostrare la piena responsabilità dell’uomo per quanto accaduto nell’azienda agricola di famiglia.


