
È questione di attimi: sulla pista ghiacciata dello Sliding Centre di Cortina, una discesa ad altissima velocità si è trasformata in un incubo quando il bob ha perso stabilità, diventando di fatto un “siluro”. L’impatto è stato violento e i soccorsi sono scattati subito, con il personale sanitario a bordo pista intervenuto senza esitazioni.
La paura, fin dai primissimi minuti, era concentrata su un’ipotesi pesantissima: una possibile lussazione della vertebra cervicale, un trauma capace di lasciare conseguenze irreversibili. In un evento come le Olimpiadi, dove tutto corre veloce, la differenza la fanno procedure e sangue freddo.
Cortina, la macchina dei soccorsi si attiva in pochi minuti
La gestione dell’emergenza ha seguito una catena precisa. Dalla medical station vicino all’impianto, l’atleta è stato trasferito al policlinico olimpico Codivilla per gli accertamenti, poi all’ospedale di Treviso, dove è scattato un intervento urgente nel reparto di neurochirurgia.
Ore di attesa e tensione per la delegazione lettone, con uno scenario che sembrava appeso a un filo. Il rischio, concreto, era quello di una paralisi e con esso l’idea che una carriera potesse fermarsi di colpo.

Olimpiadi, incidente nel bob: chi è l’atleta coinvolto
Solo dopo le prime comunicazioni ufficiali è arrivato anche il nome: si tratta di Renars Grantiss, uno dei volti più promettenti del bob lettone. E la diagnosi iniziale aveva fatto temere davvero il peggio. «È stato trattato in tempo, rischiava di rimanere tetraplegico – ha spiegato Paolo Rosi, il direttore del Suem veneto, che da due settimane è stabile a Cortina per coordinare l’attività dei sanitari -. La colonna vertebrale è stata stabilizzata, non credo possa tornare in pista ma si è ricongiunto con i colleghi».
Parole nette, che riportano al centro ciò che spesso sfugge quando si parla di sport estremo: dietro la spettacolarità c’è un margine di rischio reale. E quando succede, contano intervento tempestivo e coordinamento tra pista e ospedali.


Come sta Renars Grantiss: operazione riuscita e dimissioni
Il bilancio, oggi, è quello che nessuno dava per scontato nei minuti più critici: il peggio è stato evitato grazie alla rapidità dell’intervento e alla sinergia tra i sanitari in pista e le strutture ospedaliere del territorio. L’operazione è riuscita e già nella giornata di ieri Grantiss è stato dimesso.
Un segnale incoraggiante che gli ha permesso di rientrare a Cortina, dove lo attendeva la squadra: un abbraccio dopo ore di angoscia e un ritorno che, almeno sul piano umano, vale più di qualsiasi risultato.
Il futuro sportivo: stagione a rischio, ma la priorità è la salute
Resta però l’amarezza per una stagione che, con ogni probabilità, si interrompe qui. I medici restano cauti sul futuro sportivo del bobbista, che difficilmente potrà tornare in pista nel breve periodo.
Ma davanti a uno scenario che poteva essere drammatico, la prospettiva cambia: la priorità era la salute, mettere al sicuro la colonna vertebrale e scongiurare danni permanenti. Oggi Renars Grantiss può guardare avanti, consapevole di aver sfiorato il baratro e di essere tornato indietro grazie a una catena di soccorsi che ha funzionato alla perfezione.


