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Evasione fiscale, nuova indagine su Amazon. Perquisizioni anche a casa di 7 dirigenti

Pubblicato: 12/02/2026 16:30

La Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura di Milano, ha effettuato una serie di perquisizioni nella sede italiana di Amazon, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza una evasione fiscale di alcune centinaia di milioni di euro tra il 2019 e il 2023. Le verifiche hanno riguardato anche le abitazioni di sette manager e gli uffici di Kpmg, non indagati.

La notizia, riportata da Reuters, è stata confermata da fonti qualificate. Il nuovo filone investigativo, al momento a carico di ignoti, è coordinato dal pubblico ministero Elio Ramondini, già titolare di altre indagini che coinvolgono il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos.

Al centro della contestazione vi sarebbe una presunta “stabile organizzazione occulta”: secondo l’ipotesi accusatoria, la multinazionale avrebbe operato e prodotto redditi in Italia senza dichiararli correttamente al fisco italiano, generando un’evasione stimata in centinaia di milioni di euro.

Allo stato attuale non risultano persone formalmente indagate. Le perquisizioni disposte dagli inquirenti sono finalizzate all’acquisizione di documentazione e al sequestro di dispositivi informatici utili a ricostruire i flussi fiscali e societari.

Non è la prima volta che Amazon finisce nel mirino della Procura milanese. Sempre il pm Ramondini, insieme alla Gdf di Monza, aveva aperto un’altra inchiesta per presunta evasione dell’Iva. Su quel fronte, lo scorso dicembre, il gruppo ha raggiunto un accordo con il fisco italiano, versando 511 milioni di euro in sede tributaria.

Da quel primo filone investigativo è scaturita un’ulteriore indagine che ipotizza il reato di “contrabbando per omessa dichiarazione”. Nel procedimento risultano coinvolti, oltre alla società, anche una settantina di presunti prestanome, legati a una rete di venditori di prodotti cinesi.

Secondo l’accusa, su merci importate e movimentate attraverso la piattaforma non sarebbero stati pagati correttamente Iva e dazi doganali. Un sistema che avrebbe consentito l’ingresso sul mercato italiano di prodotti a prezzi concorrenziali, ma con un presunto danno per l’erario.

A ciò si aggiunge la vicenda che ha coinvolto Amazon Italia Transport, finita in una delle inchieste milanesi sui cosiddetti “serbatoi di manodopera”. Dopo un sequestro da oltre 121 milioni di euro per frode fiscale nel luglio 2024, la società ha versato a dicembre oltre 180 milioni di euro come risarcimento in sede fiscale.

Con le nuove perquisizioni emerge dunque un ulteriore capitolo giudiziario, ancora in fase preliminare, legato alla presunta stabile organizzazione occulta. Non è la prima contestazione di questo tipo: già nel 2017 Amazon aveva versato circa 100 milioni di euro al fisco italiano per definire accertamenti analoghi.

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