
Arianna Fontana scrive una pagina storica dello sport italiano alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. La campionessa dello short track conquista l’argento nei 500 metri, raggiungendo quota 13 medaglie olimpiche e pareggiando il record di Edoardo Mangiarotti nella scherma, un traguardo senza precedenti per un’atleta italiana. La medaglia arriva al termine di una finale serrata, in cui Fontana cede solo alla favorita, l’olandese Xandra Velzeboer, ma soprattutto dimostra una resilienza eccezionale, superando le tensioni interne al gruppo nazionale.
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A 35 anni, la bionda atleta piemontese conferma di essere ancora tra le migliori al mondo nella sua disciplina: “E non finisce qui”, ha dichiarato subito dopo la gara, lasciando intendere che punterà a nuove vittorie nelle gare ancora da disputare: i 1.000 metri, i 1.500 metri e la staffetta femminile.
Polemiche interne e isolamento in pista
Il successo di Fontana arriva in un contesto non semplice: la campionessa ha dovuto confrontarsi non solo con le avversarie, ma anche con i compagni di squadra. Le dichiarazioni di Pietro Sighel, oro nella staffetta mista, hanno acceso una polemica molto forte: “Chi la conosce? Si allena all’estero, non siamo una squadra”, aveva dichiarato a Repubblica. Parole dure che hanno segnato il clima all’interno del team azzurro, lasciando la Fontana quasi in isolamento sotto al podio, senza festeggiamenti dei colleghi.
Nonostante tutto, la campionessa ha mantenuto la calma e un atteggiamento elegante davanti alle telecamere: “Casco dal pero. Andrò a leggermela e poi se merita una risposta, risponderò”, ha commentato con ironia e professionalità, dimostrando maturità e controllo emotivo.

Il supporto del pubblico e il rispetto internazionale
Sul ghiaccio della Milano Ice Skating Arena, Fontana ha trovato la sua forza nel sostegno del pubblico: “Ogni volta che entro in pista il pubblico di Assago mi dà una grandissima carica. Oggi era incredibile, anche se era più per olandesi che per italiani. Comunque i miei si sono fatti sentire e gli olandesi apprezzano tutta la mia carriera e mi hanno applaudita”. Un attestato di stima internazionale che sottolinea come la sua carriera sia rispettata anche dalle rivali.
La vincitrice della finale, Velzeboer, ha riconosciuto il merito dell’azzurra: “Era veramente on fire e sono davvero contenta per lei, si merita questa medaglia. In finale mi dispiace che non sono riuscita a stare con lei, ho sfruttato l’esperienza con le tracce per tenere a bada le altre avversarie che sentivo puntare dietro di me. Sono davvero contenta di aver attraversato il traguardo per seconda”.

Obiettivi futuri e staffetta femminile
Nonostante la tensione e le difficoltà, Fontana guarda avanti con determinazione. La preparazione per le prossime gare, soprattutto per la staffetta femminile, sarà probabilmente in isolamento, come indicano le dinamiche interne della squadra: un approccio concentrato per arrivare al massimo livello di prestazione. La campionessa ha concluso: “Adesso mi godrò questo momento e domani reset completo, perché abbiamo di nuovo dopodomani la semifinale di staffetta femminile, che non è semplicissima. Dobbiamo essere tutte sul pezzo perché tutte vogliamo essere in finale per poterci giocare poi un posto sul podio”.
Il percorso di Arianna Fontana a Milano-Cortina 2026 conferma la sua resilienza e la capacità di eccellere nonostante tensioni interne, rivali di altissimo livello e pressioni mediatiche. Con ancora tre gare da disputare, l’azzurra punta a incrementare ulteriormente il suo record e a consolidare la sua leggenda nello sport italiano, dimostrando che talento, esperienza e carattere possono vincere anche nelle condizioni più difficili.


