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Francia, 23enne di destra ucciso da un gruppo di militanti di sinistra. «Sospettato l’assistente di un deputato»

Pubblicato: 16/02/2026 14:45

L’uccisione del giovane militante identitario Quentin Deranque, 23 anni, sta scuotendo la Francia e alimentando uno scontro politico sempre più radicalizzato. Il ragazzo è morto dopo un violento pestaggio avvenuto a Lione: secondo diversi testimoni sarebbe stato aggredito da un gruppo di militanti di estrema sinistra.

I fatti risalgono a giovedì 12 febbraio, nei pressi della facoltà di Scienze politiche di Lione. Deranque era intervenuto insieme ad altri attivisti per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che contestava una conferenza dell’eurodeputata di La France Insoumise Rima Hassan.

Intorno alle 18, poco distante dal luogo dell’evento, il 23enne sarebbe stato isolato, gettato a terra e colpito ripetutamente con calci e pugni al volto e al corpo. I presenti parlano di un gruppo di “anti-fa”, militanti che si richiamano all’antifascismo militante. Le percosse gli avrebbero provocato un’emorragia cerebrale risultata fatale.

In un primo momento Deranque avrebbe rifiutato il trasporto in ospedale. Solo più tardi, verso le 20, è stato soccorso e ricoverato in condizioni critiche. Entrato in coma, è morto sabato 14 febbraio, trasformando l’aggressione in un caso nazionale.

Tra i sospettati figura Jacques-Elie Favrot, collaboratore parlamentare del deputato Lfi Raphaël Arnault. La presidente dell’Assemblea nazionale, Yaël Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione del suo accesso all’aula in attesa degli sviluppi giudiziari.

Favrot, tramite il suo legale, ha negato ogni responsabilità e annunciato azioni per diffamazione contro chi lo accusa. Nel frattempo si è autosospeso dall’incarico, sostenendo di essere oggetto di minacce provenienti dall’estrema destra.

Secondo il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, esisterebbero «legami estremamente forti» tra La France Insoumise e il gruppo “Jeune Garde Antifasciste”, organizzazione sciolta la scorsa estate dal ministero. Le indagini sono in corso per chiarire eventuali responsabilità penali e il contesto dell’agguato.

Il clima politico francese è segnato da mesi da una crescente tensione, acuita dalle divisioni sulla guerra a Gaza e dalle posizioni espresse dal leader di Lfi Jean-Luc Mélenchon, accusato dagli avversari di aver alimentato un linguaggio incendiario. Una frase pronunciata in passato – «portatemi il loro scalpo» – viene oggi riletta alla luce della tragedia.

La frattura attraversa anche la sinistra. L’eurodeputato Raphaël Glucksmann, leader di Place Publique e possibile candidato all’Eliseo nel 2027, ha definito «impensabile» un’alleanza con La France Insoumise. Denunciando la brutalizzazione del dibattito pubblico, Glucksmann ha parlato di leader che «versano benzina sul fuoco», mentre la morte di Quentin Deranque diventa simbolo di una Francia sempre più divisa e attraversata dall’odio politico.

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Ultimo Aggiornamento: 16/02/2026 14:47

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