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Lo insultano e vessano per mesi, poi lo massacrano: incubo per un disabile 25enne

Pubblicato: 18/08/2026 21:08
Carabinieri sul luogo di un intervento

Per settimane sarebbe stato bersaglio di insulti, offese e umiliazioni. Prima le pietre lanciate contro la finestra della sua camera, poi decine di telefonate anonime. Infine la violenza fisica: un 25enne con disabilità residente a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, sarebbe stato preso a sassate da un gruppo di giovanissimi, riportando la frattura del naso.

A denunciare quanto accaduto è stata la famiglia del giovane, che si è rivolta ai carabinieri. Sono ora in corso le indagini per identificare i responsabili, che secondo quanto riferito avrebbero un’età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Le vessazioni iniziate durante l’estate

Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, gli episodi sarebbero cominciati tra giugno e luglio. Il gruppo si sarebbe presentato più volte sotto l’abitazione del venticinquenne, arrivando a lanciare pietre contro la finestra della sua camera.

Alle provocazioni sotto casa si sarebbero aggiunte numerose telefonate anonime: circa 70 nell’arco di un mese.

«Abbiamo presentato denuncia fin dal primo episodio», ha spiegato all’Ansa il legale della famiglia, precisando che il giovane non conoscerebbe le persone che lo hanno preso di mira: «La vittima non conosce gli aggressori. Non sa chi siano. L’ultimo episodio è relativo all’aggressione fisica».

Scende in strada e viene preso a sassate

L’escalation sarebbe culminata nei giorni scorsi. Secondo quanto denunciato, il gruppo sarebbe tornato sotto casa del giovane, citofonando e rivolgendogli offese legate alla sua disabilità.

A quel punto il venticinquenne sarebbe sceso in strada nel tentativo di chiedere spiegazioni. Gli insulti, però, sarebbero proseguiti e alcuni dei ragazzi avrebbero cominciato a scagliargli contro delle pietre.

Uno dei colpi lo avrebbe raggiunto al volto, provocandogli la frattura del naso. Il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e accompagnato in ospedale, dove gli sono state medicate le ferite.

Il legale: «Non sono bravate»

La famiglia attende ora che le indagini consentano di individuare i responsabili. «È un ragazzo per bene come la sua famiglia. Ha tanti amici, ride e scherza. Quanto sta accadendo è inspiegabile. Confidiamo nel lavoro di forze dell’ordine e magistratura», ha dichiarato il legale.

L’avvocato respinge inoltre qualsiasi tentativo di derubricare quanto denunciato a semplici comportamenti adolescenziali: «Non sono bravate, ma veri e propri atti persecutori che stanno rendendo difficile la vita della vittima e dei suoi familiari. La nostra è una comunità di gente tranquilla».

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