
Proseguono le indagini sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, dove l’incendio scoppiato nel locale Le Constellation ha provocato 41 morti. Mentre le autorità svizzere continuano a ricostruire la dinamica del rogo, emergono nuovi elementi che potrebbero pesare sulla posizione dei titolari del bar, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Al centro dell’attenzione ora c’è la questione degli arredi e del rispetto delle norme antincendio.
Le indagini e il sequestro dei telefoni
Gli investigatori stanno proseguendo con le audizioni dei superstiti, ascoltati dalla Squadra mobile, nel tentativo di chiarire quanto accaduto nelle ore precedenti all’incendio.
Nei giorni scorsi è stato disposto anche il sequestro probatorio dei telefoni cellulari delle vittime e dei feriti italiani, con l’obiettivo di individuare eventuali fotografie o video utili a ricostruire la sequenza degli eventi.
La testimonianza sugli arredi non ignifughi
A riaccendere l’attenzione sui proprietari del locale è stata la testimonianza del fornitore degli arredi scelti per il bar. Intervenuto telefonicamente alla trasmissione Rai Storie Italiane, l’uomo ha dichiarato che la moglie di Moretti avrebbe rifiutato l’installazione di materiali ignifughi per contenere i costi.
Secondo il racconto del commerciante, l’imbottitura ignifuga per un divano avrebbe comportato un aumento del prezzo di circa il 15%, opzione che – a suo dire – non sarebbe stata accettata. L’uomo ha aggiunto che i divani rimasti integri potrebbero costituire un elemento rilevante, qualora venissero sottoposti ad analisi tecniche sui materiali utilizzati.
Il fornitore ha inoltre sostenuto di non aver mai consegnato ai titolari del locale certificazioni di conformità antincendio, affermando che per ottenere le autorizzazioni all’apertura sono necessari documenti specifici e controlli rigorosi.
Le presunte pressioni e le verifiche in corso
Sempre secondo la sua versione, Jacques Moretti avrebbe rivolto minacce al fornitore in relazione ai ritardi nella consegna degli arredi, circostanza che ora rientra tra gli aspetti al vaglio degli investigatori.
Resta da accertare se le dichiarazioni del commerciante troveranno riscontro negli atti e nelle verifiche tecniche. Le autorità dovranno stabilire se vi siano state irregolarità nella documentazione, nelle autorizzazioni e nel rispetto delle norme di sicurezza.
La tragedia di Crans-Montana continua dunque a sollevare interrogativi rilevanti, mentre le indagini procedono per accertare eventuali responsabilità.


