
Ancora podio azzurro, ancora festa nello sci di fondo. L’Italia maschile conquista un prezioso bronzo nella sprint a squadre a tecnica libera con Elia Barp e Federico Pellegrino, protagonisti di una gara intensa e combattuta fino all’ultimo metro.
Ma la scena, ancora una volta, è tutta per la Norvegia e per il suo uomo simbolo: Johannes Klaebo. Con la vittoria nella team sprint, il fuoriclasse scandinavo firma il quinto oro su cinque gare ai Giochi di Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Un dominio assoluto, costruito con intelligenza tattica e freddezza. Klaebo ha gestito le energie nelle prime frazioni, lasciando al compagno Hedegart il compito di forzare il ritmo prima dell’ultima tornata, dove il campione ha chiuso i conti con autorità.

Con questo successo Klaebo sale a 10 ori olimpici complessivi, record nello sci nordico. E ora l’attesa è tutta per la 50 chilometri di sabato: se dovesse vincere ancora, diventerebbe il primo atleta capace di conquistare sei ori su sei nella stessa edizione dei Giochi. Un’impresa che lo proietterebbe definitivamente nella leggenda degli sport invernali.
Alle spalle della Norvegia chiudono gli Stati Uniti con Ogden e Schumacher, medaglia d’argento. Un risultato che frustra in parte le ambizioni italiane di puntare al secondo posto, obiettivo considerato alla portata alla vigilia.
Ma il bronzo azzurro vale comunque tantissimo. Barp e Pellegrino hanno esultato al traguardo con la consapevolezza di aver dato tutto, difendendo il podio dal ritorno della Svizzera e approfittando anche dello sfortunato episodio che ha escluso la Francia, frenata da un bastoncino rotto di Desloges.
Per Pellegrino, salvo sorprese nella 50 km – ancora in dubbio per i problemi a un braccio – si chiude una carriera olimpica straordinaria: due argenti individuali e due bronzi a squadre. Un palmarès che racconta costanza e classe.
Barp, invece, rappresenta il futuro. Il giovane azzurro ha dimostrato solidità e personalità, qualità su cui costruire il prossimo ciclo olimpico partendo dall’esperienza maturata a Milano-Cortina.
Intanto, però, il nome che risuona sopra tutti è quello di Klaebo. Cinque ori su cinque, dieci in carriera, e un’ultima gara davanti per trasformare un’Olimpiade perfetta in mito assoluto. Se sabato dovesse riuscirci, non sarà più soltanto un campione: entrerà nella storia come uno dei più grandi di sempre.


