
Le presidenziali francesi del 2027 iniziano già a somigliare a una corsa affollata e imprevedibile. Tra nomi annunciati, candidati in attesa e sondaggi in movimento, spunta ora un’ipotesi destinata a far discutere: Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea dal 2019, potrebbe diventare la carta a sorpresa di Emmanuel Macron.
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Lagarde potrebbe lasciare in anticipo l’Eurotower di Francoforte. Ufficialmente per consentire a Parigi di trattare con Berlino sul successore alla guida della BCE. Ma sullo sfondo si intravede anche una possibile partita tutta francese.
Il vantaggio di Bardella nei sondaggi
Il contesto è tutt’altro che semplice per il campo macroniano. I sondaggi accreditano Jordan Bardella, volto giovane del Rassemblement National, tra il 35 e il 36% dei consensi al primo turno, con prospettive favorevoli anche nei ballottaggi simulati.
In caso di sfida contro Jean-Luc Mélenchon, l’esito apparirebbe ampiamente favorevole al candidato della destra nazionalista. Più equilibrato sarebbe un eventuale confronto con l’ex premier centrista Édouard Philippe, considerato uno dei possibili candidati dell’area moderata.
Nel frattempo il panorama si popola di altri nomi: il gollista Dominique de Villepin, il socialista Olivier Faure, il premier Sébastien Lecornu e il social-europeista Raphaël Glucksmann. Resta poi l’incognita Marine Le Pen, in attesa di capire se la sua interdizione di cinque anni per il caso dei fondi europei verrà confermata o meno.
L’ipotesi Lagarde
In questo scenario frammentato, Lagarde rappresenterebbe un profilo di alto livello internazionale, con esperienza ai vertici della finanza globale e una reputazione consolidata in Europa. Una candidatura capace, nelle intenzioni di chi la sostiene, di parlare a un elettorato moderato e di rassicurare i mercati.
Resta però da capire se un ritorno in politica sarebbe nelle sue intenzioni e se Macron sia disposto a giocare una carta tanto forte per provare a ricompattare il suo campo.
Una Francia in difficoltà economica
Chiunque vincerà le elezioni del 2027 dovrà fare i conti con una situazione economica complessa. Il debito pubblico francese ha superato i 3.400 miliardi di euro, pari a oltre il 117% del PIL. Il deficit resta stabilmente sopra il 5%, ben oltre il limite del 3% fissato dalle regole europee.
La riforma delle pensioni, pilastro del macronismo, è stata fortemente contestata e il rallentamento del PIL, unito a un mercato del lavoro meno dinamico, complica ulteriormente il quadro.
Le presidenziali francesi si avvicinano dunque come un banco di prova cruciale per il futuro politico ed economico del Paese. E in un campo così affollato, la mossa a sorpresa potrebbe davvero cambiare gli equilibri.


