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Alla fine, Tony Essoubti Badre ha confessato, ed ha anche spiegato perché è arrivato a picchiare selvaggiamente due bambini di 7 e 8 anni, uccidendone uno. A quanto pare, per Essoubti Badre, i piccoli rompevano le cose in casa, non si comportavano bene: per dirlo a parole sue, “davano fastidio”.

L’uomo, accusato di omicidio volontario aggravato, è già stato fermato ieri, nell’incredulità della comunità in cui la famiglia viveva a Cardito.

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Fonte: Ansa

La notizia è di stamattina: la situazione si aggrava per l’uomo che rivela di avere un movente aggravato da futili motivi, e che se possibile sconvolge ancora più della violenza stessa.

“Li ho picchiati perché davano fastidio, rompevano tutto, e non stavano al loro posto. Hanno persino graffiato i mobili della cameretta che avevo appena comprato con un grosso sacrificio economico”. Nega di aver usato la scopa, come invece ha raccontato la piccola tuttora ricoverata in ospedale: “Li ho picchiati, si! Qualche pugno. Forse dei calci. Ma non il bastone”.

Alla sua violenza, il piccolo Giuseppe non è sopravvissuto. La sua sorellina, Noemi, sta resistendo per il rotto della cuffia, con un volto “tumefatto” (così è stato descritto dai medici) e i segni di una violenza brutale, barbarica.

Eppure, non si è trattato di un episodio estemporaneo, della furia di un momento: la piccola ha parlato di violenze ripetute, inflitte anche alla madre, Valentina Casa. Ora si cerca di capire quale possa essere stato l’effettivo ruolo della donna: se, e in che misura, ha ignorato o non evitato le percosse che hanno ucciso uno dei suoi figli.

L’ombra del mistero sulla coppia

Sul rapporto tra Valentina Casa e il suo compagno ci sono versioni divergenti: c’è chi nel quartiere li descrive come una coppia affiatata, innamorata, premurosa con i bambini.

C’è chi parla di quanto accaduto come un “fulmine a ciel sereno” E c’è invece chi parla di precedenti, ci sarebbero testimoni che parlano di botte date da Tony alla compagna e talvolta ai bambini, in mezzo alla strada. Nel tempo, non c’era stata nessuna denuncia da parte della donna, né per violenze su di lei, né sui bambini. A Studio Aperto, un conoscente dell’uomo aveva raccontato di aver visto l’amico subito dopo aver tirato un calcio al bambino: “Sabato ho visto Tony un po’ agitato perché ha dato un calcio al bambino davanti a me.

Mi disse non ti preoccupare, questo mi sta portando all’esasperazione. Gli ho detto, devo chiamare i carabinieri?”. Un insegnante della scuola del piccolo Giuseppe, inoltre, aveva parlato di aver visto lividi e botte sul bambino. La madre, in quell’occasione, sarebbe stata convocata a scuola, ma pare che in quella sede la donna non abbia posto alcuna denuncia.

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