Caso escort Bari, processo rinviato per Silvio Berlusconi a dopo le Europee

Può tirare un, seppur momentaneo, sospiro di sollievo Silvio Berlusconi. Dopo aver annunciato la sua candidatura alle Europee, il processo sul caso escort di Bari è stato rinviato al prossimo 17 giugno 2019. Una pausa dai guai giudiziari per il Cavaliere, impegnato, ora più che mai, sul fronte politico in vista delle elezioni di maggio.

Caso escort, Berlusconi accusato di induzione a rendere false dichiarazioni

Il capo di imputazione nei confronti di Silvio Berlusconi in merito al caso escort di Bari è chiaro. L’ex premier è accusato di induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Gianpaolo Tarantini, imprenditore pugliese, sarebbe stato convinto a mentire ai pm e pagato profumatamente per farlo durante l’indagine sulla presenza di escort nella residenza privata dell’ex premier.

Tarantini era già stato condannato per cessione di droga dal Tribunale di Bari.

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Gianpaolo Tarantini

Ora, il giudice monocratico del Tribunale di Bari, Flora Cistulli, ha accolto favorevolmente la richiesta di rinvio del processo della difesa del Cavaliere, con il benestare anche del pm Eugenia Pontassuglia e della parte civile. “Sarà un processo tranquillo, senza nessuno stress e nessuna pressione che non sia quella dell’accertamento della verità. Speriamo e siamo convinti che il giudice terrà conto di questo impegno politico del presidente Berlusconi – ha dichiarato il legale – quindi commisurerà la tempistica del processo a quello che deve essere il suo impegno“.

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Milano, negato lo stop al processo per il processo Ruby ter

Non dello stesso avviso sono i giudici di Milano, in merito al processo Ruby ter. Anche qui, il difensore del leader di Forza Italia, imputato per corruzione in atti giudiziari, aveva fatto richiesta per il rinvio a dopo le elezioni europee senza che questa però venisse accolta. I giudici hanno precisato che la richiesta “non può essere presa in considerazione poiché la campagna elettorale “inizia 40 giorni prima delle elezioni e servono delle istanze documentate che precisino gli impegni effettivi“.

Sì quindi al rinvio del processo ma solo di un paio di mesi, aggiornando l’udienza al 15 aprile.