Manuel Bortuzzo, parlano i medici: quasi certa la paralisi

Manuel Bortuzzo, per i medici del San Camillo, rimarrà paralizzato a causa del proiettile che ha provocato la lesione midollare

Era la notte del 3 febbraio ed erano circa le 2 del mattino quando improvvisamente, in piazza Eschilo a Roma, un proiettile vagante ha colpito il giovanissimo Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto. I medici rompono il silenzio sulla sua condizione di salute

Sparatoria a Roma: i medici rompono il silenzio sulle condizioni di Manuel

Una rissa sfociata in sparatoria: è questo il sunto di quanto accaduto nella notte del 3 febbraio a Roma, nel quadrante sud della capitale, precisamente all’Axa di Piazza Eschilo. I carabinieri, a giorni dall’accaduto, ancora faticano a ricostruire la dinamica dell’incidente e soprattutto, risulta particolarmente difficile capire per quale motivo il proiettile abbia raggiunto Manuel Bortuzzo, il 20enne che insieme ai suoi amici si trovava nelle vicinanze della rissa pur essendone estraneo. Secondo una prima e abbozzata ipotesi degli inquirenti attivi sul caso, il giovane Manuel sarebbe stato scambiato di persona, forse, nella notte durante la rissa e dunque colpito erroneamente. Purtroppo, sull’identità di chi ha premuto il grilletto, nonostante gli appelli ai testimoni presenti, è ancora mistero.

Manuel Bortuzzo 19enne ferito a RomaManuel Bortuzzo 19enne ferito a Roma. Credits ANSA


Infranto il sogno del nuotatore: al momento è paralizzato

Purtroppo, le uniche novità che giungono riguardano le condizioni di salute del 20enne. Il giovane, originario di Treviso e promessa italiana del nuoto, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale dopo la sparatoria, con il proiettile conficcato sopra una vertebra. Dopo essere stato sottoposto ad un intervento d’urgenza per fermare l’emorragia interna, le sue condizioni erano rimaste molto gravi. Oggi i medici sono tornati a parlare sulle sue condizioni, rompendo così il silenzio della prognosi riservata: “C’è una lesione midollare completa – ha spiegato Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo di Roma dove Manuel è ricoverato – Questo purtroppo vuol dire che al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe“. Questo, il giovane 20enne, potrebbe voler dire perdere la speranza di muovere le gambe e dire dunque addio al suo sogno di poter diventare un asso del nuoto italiano, una passione infranta da un colpevole ancora ignoto.