Barge: il 40enne fermato ha confessato l'omicidio di Anna Piccato

L'operaio 40enne fermato il 24 gennaio scorso come presunto colpevole del brutale omicidio della 70enne Anna Piccato ha confessato il delitto

L’omicidio di Anna Piccato si era inizialmente configurato come un mistero. Era infatti una persona molto stimata nella comunità di Barge, il paese in provincia di Cuneo in cui viveva con la sua famiglia. Niente nella sua vita che potesse far immaginare un movente per il suo assassinio. Adesso c’è la certezza del colpevole. Durante la conferenza stampa svoltasi stamattina e indetta dai carabinieri e dal procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero e dal sostituto procuratore Alberto Braghin, è stata diffusa la notizia che l’operaio 40enne, Daniele Ermanno Bianco, fermato il 24 gennaio scorso, ha confessato l’efferato delitto, commesso per soldi, con la volontà di rapinare Anna Piccato.

La confessione

Mercoledì 6 febbraio, Daniele Ermanno Bianco ha ceduto e ha confessato di essere stato lui ad uccidere Anna Piccato.

Anna Piccato: ha confessato l'operaio di BargeLe indagini sul luogo del delitto. Foto: ANSA


A inchiodare l’operaio 40enne sarebbero state le tracce del suo DNA ritrovate sui vestiti della 70enne. L’arma del delitto non è ancora stata ritrovata ma l’operaio avrebbe detto di averla ammazzata e sfigurata colpendola con una chiave inglese. La donna è rimasta sfigurata perché l’assassino le ha inferto 11 colpi in pieno volto. Per questo motivo, il riconoscimento era avvenuto circa 4 ore dopo il ritrovamento del suo cadavere: neanche il marito, Gaetano Morelli era stato in grado di eseguirlo, a scoprire che quel corpo senza vita era di Anna Piccato era stata sua nipote.

Per quanto riguarda il movente del suo omicidio non ci sono novità: sarebbe dunque confermato il fatto che l’uomo l’abbia uccisa per soldi, riuscendo però a impossessarsi solo di 3 euro, il resto del bar in cui Anna Piccato aveva fatto colazione.

L’abbandono del cadavere

Daniele Ermanno Bianco avrebbe seguito Anna Piccato proprio dopo che la donna era uscita dal bar. Dopo averla uccisa, l’operaio avrebbe trascinato il suo cadavere fino a un canale di scolo vicino alla chiesa, abbandonando lì il corpo senza vita della 70enne.

Barge: ha confessato l'operaio fermato per l'uccisione di Anna PiccatoIl Tribunale di Cuneo. Foto: Targato CN


Dalle testimonianze dei cittadini di Barge, era emerso che l’uomo era stato visto mentre fuggiva poco dopo. A spingere le forze dell’ordine a fermarlo il 24 gennaio dopo l’interrogatorio, era stata la sua versione dei fatti che non aveva affatto convinto gli inquirenti. Da quel giorno, il 40enne si trova recluso nel carcere Cerialdo di Cuneo. Dalle indagini è emerso che la donna è stata uccisa tra le 6,34 e le 6,45 del 23 gennaio scorso. Daniele Ermanno Bianco ha dei precedenti penali per reati contro il patrimonio. L’uomo e Anna Piccato si conoscevano, come spesso accade nei paesi, solo di vista, non si frequentavano.

L’affetto dei cittadini di Barge per Anna Piccato

La signora era assai stimata dai suoi concittadini di Barge: ex operaia dell’Indesit, era una volontaria della Croce Rossa e anche sindacalista della CGIL, persino quando ormai era andata in pensione non aveva smesso di svolgere l’attività sindacale. Sabato 2 febbraio, si sono svolti i suoi funerali e il sindaco di Barge, Piero Comba, ha indetto il lutto cittadino, accolto da tutti i commercianti che hanno abbassato le serrande dei loro negozi ed esposto un paio di scarpe rosse davanti le porte, un segno contro la violenza sulle donne.