manuel bortuzzo in piscina prima della sparatoria

Non si arrestano le dimostrazioni di affetto e di solidarietà nei confronti di Manuel Bortuzzo. Il giovane nuotatore di Treviso, ferito a Roma da un colpo di pistola che lo ha costretto alla paralisi, è circondato da una folla di persone che lo incoraggiano e gli trasmettono forza. Una forza che, comunque, lui stesso ha già dimostrato di avere. Dopo aver ricevuto in ospedale le visite di importanti personalità dello Stato (tra cui Virginia Raggi e Matteo Salvini), dopo le dediche a lui indirizzate da Bebe Vio e da altri colleghi del mondo dello sport, ora un pensiero per Manuel arriva anche da parte di Giuseppe Giangrande, il carabiniere rimasto paralizzato il 28 aprile del 2013.

L’uomo era in servizio a Palazzo Chigi e il periodo era quello dell’insediamento del governo Letta. A ferirlo irrimediabilmente è stato Luigi Preiti, che ha aperto il fuoco davanti a Palazzo Chigi, colpendo anche un altro militare, Francesco Negri.

Giuseppe Giangrande, carabiniere paralizzato, scrive a Manuel Bortuzzo: "Potrai rinascere come una fenice"

Giuseppe Giangrande. Fonte: ANSA

Il messaggio di Giuseppe e della figlia

Giuseppe pubblica su Facebook la lettera diretta a Manuel e la scrive insieme alla figlia Martina. “Siamo Martina e Giuseppe Giangrande. La nostra è una famiglia un po’ sgangherata che è venuta a conoscenza della tua ingiusta vicenda.

Non ti abbiamo mai incontrato di persona, ma per quanto ti possa sembrare incredibile noi ci conosciamo, perché fortuna e sfortuna hanno voluto che la tua e la nostra storia fossero legate da un solo filo conduttore: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Parole che dimostrano davvero quanto Giuseppe possa comprendere Manuel nella sua tragedia. La figlia Martina descrive così il rapporto con il padre: “Da quel giorno la nostra vita è stata completamente stravolta. Abbiamo vissuto giorni di panico, poi sono arrivati mesi di speranza. Posso ritenermi fortunata perché mio padre è con noi: parliamo tanto e a volte litighiamo, anche se purtroppo da quel giorno è rimasto tetraplegico”.

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Un grande incoraggiamento

Il messaggio di Giuseppe e di Martina prosegue con parole piene di vitalità e coraggio, ma anche sincere nel rifiuto di nascondere le difficoltà del futuro: “Non siamo qui a chiederti o a insegnarti nulla, perché anche tu sin dall’inizio ti sei dimostrato un guerriero. La strada sarà indubbiamente lunga e anche tortuosa, ci saranno giorni belli e brutti, ma tutto servirà a far sì che tu possa rinascere come una fenice e ricominciare una vita nuova e forse anche più bella. Non pensare che lo sport non sarà più parte di te, crediamo che anche se in modo diverso troverai un’altra strada per far parte di quel mondo”. La conclusione della lettera è altrettanto significativa: “Ricorda Manuel, potrai fare tutto quello che vorrai, perché le barriere ce le creiamo solamente noi nella nostra testa, ma possiamo fare tutto: basta volerlo ed essere sostenuti dalle persone che ci vogliono bene. Un abbraccio speciale”.

Giuseppe Giangrande, carabiniere paralizzato, scrive a Manuel Bortuzzo: "Potrai rinascere come una fenice"

Manuel in un frammento di un video postato su Facebook