francesco lo coco

Amici, parenti, colleghi, nessuno si riesce a spiegare un gesto così estremo come quello che sembrerebbe essere stato compiuto da Francesco Lo Coco, il luminare della medicina che domenica scorsa si è tolto la vita gettandosi dal Ponte della Musica a Roma. L’apertura di un fascicolo sulla sua morte è un atto dovuto ma a tutti viene difficile credere, ripensando a quanto lasciato da Lo Coco, che abbia potuto togliersi la vita senza avere alle spalle una realtà che fatica, al momento, a risalire a galla e che potrebbe proprio celare il vero motivo del suo suicidio.

Il luminare che dedicò la vita allo studio della leucemia fulminante

I familiari continuano a non riuscire a spiegarsi come il medico, di fama mondiale, possa aver compiuto un gesto simile.

Nulla, nella sua vita, nella sua agenda, tra i suoi affetti, lasciano credere che Lo Coco celasse un malessere tale da fargli preferire la morte alla vita. Lui, che di vite, da anni, ne aveva salvate a centinaia. Tutti lo conoscevano e a lui è stato riservato un posto anche tra i luminari della medicina a livello globale, essendo l’artefice della definizione di una terapia, priva di chemioterapia, contro la leucemia promielocitica, o anche più comunemente detta “fulminante”.

Un risultato brillante a cui aveva dedicato anni della sua vita e che gli avevano concesso una pubblicazione regale sul New England Journal of Medicine, tra le riviste di medicina più importanti al mondo, e un premio di egual valore, il Jose Carreras.

francesco lo coco
Francesco Lo Coco, l’ematologo suicidatosi domenica dal Ponte della Musica di Roma. Dedicò la sua vita e i suoi studi alla ricerca di una cura alla leucemia acuta promielocitica, chiamata anche “leucemia fulminante”

L’ultimo pranzo in famiglia prima del suicidio

Ma questo risultato non aveva rappresentato la fine e anzi, i brillanti esiti ottenuti con la terapia erano stati solamente un nuovo trampolino di lancio con mire ancor più alte.

Particolarmente stimato dai colleghi, amato dai familiari: in questo intimo retroscena, non c’è spazio, come si evince, per un apparente malessere. Lo stesso Lo Coco, come raccontato dettagliatamente su Il Corriere della Sera che ha ricostruito i minuti prima del suicidio del medico grazie all’intervento di alcuni presenti, era molto sereno anche negli attimi prima del decesso.

Nessun indizio giustifica l’estremo gesto

Lo scienziato si trovava in un ristorante di Roma con la sua compagna e i figli di lei.

Era tranquillo, serafico come di consueto. A detta dei presenti l’ultimo tema affrontato a tavola riguardava una casa che il medico aveva intenzione di vendere. Pensava al futuro il medico prima di alzarsi da tavola, senza destare sospetto, e assentarsi. Un’assenza che sarà ora eterna. Sul tavolo ha lasciato tutto, cellulare, giacca, nessuno avrebbe mai potuto lontanamente immaginare che da lì a poco l’uomo si sarebbe tolto la vita. Nemmeno la sua agenda, così fitta di impegni, e il calendario del suo cellulare con appuntati convegni, appuntamenti con pazienti, lasciano pensare che quel gesto sia frutto di un passato pregresso.

fernando aiuti
Fernando Aiuti, l’immunologo collega di Lo Coco morto a gennaio, cadendo dalle scale. Anche per lui è stato aperto un fascicolo e si indaga sul suicidio

La morte del collega immunologo e la cattedra mancata

Si formulano ipotesi su questo suicidio così sospetto e se come abbiamo detto, l’apertura di un fascicolo è atto dovuto, le indagini protendono verso una pista precisa che sembra essere quella dell’istigazione al suicidio. Un retroscena dunque ancora da scovare e che potrebbe sì essere l’unico motivo apparentemente possibile.

Secondo quanto già ricostruito e abbozzato, scavando nel passato in cerca di indizi, ci sono solamente 2 eventi che effettivamente avrebbero turbato il medico: la morte del medico e affiatato collega, l’immunologo Fernando Aiuti – morto a gennaio, anche per lui si parla di suicidio – e la mancata vittoria della cattedra all’Università de La Sapienza di Roma. La procura in questi giorni continuerà ad indagare sul caso.