manuel bortuzzo in piscina prima della sparatoria

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio Manuel Bortuzzo è stato colpito da quel proiettile che in un attimo ha cambiato molte cose. A poco più di un mese dalla sparatoria nella periferia sud di Roma che lo ha lasciato paralizzato agli arti inferiori Manuel racconta come sta e soprattutto come si vede a 10 anni da oggi: “Spero in piedi. Per guardare avanti non bisogna guardare indietro, la mia vita è sempre la stessa. C’è un problema logistico ma sono quello di sempre. Potevo battere la testa e non essere più me stesso”.

Sui due aggressori: “ Mi metterei a ridere

La domanda che in molti si pongono ora e cosa pensa Manuel dei due ragazzi che quella notte, in sella a uno scooter, gli hanno sparato: “Non gli do peso, loro avranno le loro conseguenze, pesanti o meno.

Non sono loro due il problema, ma il contesto sociale. Non serve prendere di mira loro due ma occuparsi di tutti gli altri. Non mi ritengo non normale, anzi ho anche qualcosa in più degli altri, qualcosa in più da raccontare o da insegnare a chi non ha passato quello che ho passato io. Non sono arrabbiato, è accaduto quello che doveva accadere.

Ma se incontrassi i miei aggressori non avrei moti di rabbia, mi metterei a ridere. Non ha senso quello che hanno fatto, non si tratta di perdonarli o meno“.

Manuel Bortuzzo, videomessaggio per Martina Giangrande
Manuel Bortuzzo

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Il futuro

Adesso Manuel deve pensare alla fisioterapia, ma per un atleta come lui le Olimpiadi restano l’obiettivo: “Sì, le Olimpiadi, non le Paralimpiadi. Il sorriso c’era prima e c’è adesso, non sono cambiato. Manuel che piange è molto raro ma ci sono stati momenti, soprattutto a inizio terapia, in cui non riuscivo nemmeno a girarmi sul lettino. Lì sono stato colpito da un po’ di sconforto ma ora ci rido su, perché riesco a girarmi benissimo.

Sono fortunato che mi sono ripreso al 110 percento. Ok, non ho più l’uso delle gambe, ma sopra sono perfetto. Forse il terrore più grande era quello di non tornare più me stesso“.

Manuel Bortuzzo: le prime parole dopo l'intervento
Manuel Bortuzzo