imane fadil

La Procura si muove con i piedi di piombo sul caso della morte di Imane Fadil, ma è un dato di fatto che nel suo sangue fossero presenti, in quantità di gran misura maggiore alla normalità, alcuni metalli. Nel sangue della giovane modella sono infatti stati trovati cadmio, cromo, molibdeno e antimonio. In tutti i casi, i valori rilevati superano di gran lunga i valori di basso pericolo.

Valori molto superiori alla norma

A rivelare le novità sulle analisi medico-legali è stato il Procuratore Francesco Greco durante una conferenza stampa. Il procuratore ha spiegato che si deve agire con massima cautela e non si può arrivare a conclusioni affrettate in quanto non è ancora stata esclusa l’opzione della morte per cause naturali. Detto ciò, gli esami eseguiti in parte sul sangue “lavato” mentre era in ospedale (sono stati effettuati alla ragazza dei cicli di plasmaferesi nell’ottica di guarirla da un ipotetico avvelenamento) parlano chiaro. L’antimonio, ad esempio, aveva un valore di 3 quando dovrebbe essere tra 0,02 e 0,22. Il cadmio urinario era a 7 anziché stare tra 0,1 e 0,9. Esiste, comunque, la possibilità che la ragazza sia stata colpita da una forma di lupus o da una malattia ancora ignota, benché effettivamente nel periodo di ricovero non fosse stato diagnosticato alcun male alla modella. Dice infatti il procuratore Greco: “Quello che emerge è che all’Humanitas hanno tentato tutto il possibile, c’è anche l’ipotesi di una malattia rara che non è stata trovata”. La priorità adesso è ‘capire la causa della morte’ “.

Imane Fadil. Foto: ANSA
Imane Fadil. Foto: ANSA

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Divieto di avvicinarsi al corpo

Greco ha anche specificato che non ci sarebbe pericolo di radioattività (i controlli con il contatore Geiger hanno dato esisto negativo) ma è stato proibito a chiunque tranne agli addetti alle analisi di avvicinarsi al corpo per via degli alti valori di metalli nel sangue. Oggi è stato ascoltato come persona informata sui fatti il direttore della clinica Humanitas, l’istituto ospedaliero in cui è morta l’ex modella. Tra mercoledì e giovedì verrà effettuata l’autopsia, sotto la direzione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Per ora rimangono solo dubbi sulla morte quantomeno peculiare di una ex modella che era anche teste chiave nel contesto del processo Ruby, che poco prima di morire aveva detto al fratello e al suo avvocato di essere sicura di essere stata avvelenata.

silvio berlusconi
Silvio Berlusconi