Bus in fiamme, Salvini: Certificato penale obbligatorio per chi lavora a contatto con il pubblico

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ospite di Bruno Vespa al programma Porta a porta ha commentato quanto accaduto ieri mattina a San Donato milanese. Per il ministro servono più controlli e si deve presentare la fedina penale: “Non è normale che un uomo con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale possa guidare un pullman per il trasporto di ragazzini“.

Il ministro Salvini e la circolare ai sindaci

Matteo Salvini è stato ospite della puntata del 20 marzo di Porta a porta su Rai1. Dopo aver ascoltato le testimonianze dei ragazzini salvati dalle forze dell’ordine, il ministro ha dichiarato che manderà un invito a tutti i sindaci di Italia.

Da ministro dell’Interno manderò una circolare a tutti i sindaci: chi lavora a contatto con il pubblico, sopratutto con dei ragazzini, deve presentare la fedina penale. Serve il certificato penale obbligatorio“. 
Per quanto riguarda Ousseynou Sy, Salvini ha detto: “Se c’è l’imputazione per terrorismo, grazie al decreto sicurezza appena approvato, gli si può revocare la cittadinanza, in caso di condanna. E voglio anche capire chi ha messo in mano a quest’uomo quell’autobus“. Il ministro dell’Interno ha, infine, concluso: “Spero di andare a trovare i bimbi, gli studenti, i genitori, gli insegnanti“.

 

Matteo Salvini ospite della puntata del 20 marzo di Porta a Porta. Fonte: Matteo Salvini/Facebook
Matteo Salvini ospite della puntata del 20 marzo di Porta a Porta. Fonte: Matteo Salvini/Facebook

Anche il ministro dell’Istruzione sulla vicenda

Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, tramite un post su Facebook, ha voluto esprimere la sua vicinanza ai ragazzi che ieri si trovavano sull’autobus. Ha, inoltre, ringraziato le forze dell’ordine per la tempestività con la quale sono intervenute. 

Il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, sulla vicenda di San Donato Milanese. Fonte: Marco Bussetti/Facebook
Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sulla vicenda di San Donato Milanese. Fonte: Marco Bussetti/Facebook

La vicenda 

Alle 11.50 di ieri, 20 marzo, un autobus che viaggiava sulla provinciale che attraversa San Donato milanese è stato sequestrato dall’autista Ousseynou Sy.

A bordo vi erano 51 alunni e tre insegnanti della scuola media Vailati di Crema. L’uomo, di 47 anni, ha ordinato ai docenti di legare i ragazzi e ha successivamente confiscato loro i cellulari. Uno degli studenti, Rami, 13 anni, è riuscito a lanciare l’allarme. Non appena avvertite, le forze dell’ordine si sono lanciate all’inseguimento del bus. La sua corsa si è fermata dopo essersi schiantato, dapprima, contro una macchina, e, poi, contro il guard rail.

A quel punto l’autista ha dato fuoco al mezzo con sopra i passeggeri. I militari sono riusciti a mettere tutti in salvo. 12 studenti e 2 insegnanti sono stati portati in ospedale per intossicazione, mentre 23 ragazzi sono stati visitati sul posto. 

bus dato alle fiamme
Bus dato alle fiamme

Le accuse e l’ammissione

L’uomo voleva fare una strage. Aveva premeditato e pianificato tutto da giorni. Sul sito di Rai news si legge l’ammissione di Ousseynou Sy, fatta durante l’interrogatorio ai pm. “È stata una mia scelta personale, non ne potevo più di vedere bambini sbranati da squali nel Mediterraneo, donne incinta e uomini che fuggivano dall’Africa“, ha dichiarato l’uomo.

 Sequestro di persona, strage, incendio e resistenza sono le accuse della procura, che contesta anche l’aggravante terroristica.