Don Backy ospite dalla Balivo a "Vieni da me"

Piccoli retroscena e tante curiosità: questo il succo dell’intervista a Don Backy, ospite nello studio di Vieni da Me, condotto da Caterina Balivo. Il cantante ha parlato della sua giovinezza, del suo incontro con Celentano e dei rapporti deteriorati proprio con l’autore del format Adrian – sul quale, pochi giorni fa, è intervenuta anche Claudia Mori.

Quella volta che Don Backy ha rischiato di perdere la vita

Don Backy, al secolo Aldo Caponi, è stato da sempre un bambino ed un ragazzo vivace, cresciuto più con l’esperienza di vita che con i libri di scuola: “Una delle mie scuole principali è stata la strada, mi ha insegnato molto più che i banchi di scuola.

Mi ci sono laureato in strada e ancora oggi la frequento“. È proprio in tenera età che il cantante toscano ha rischiato di perdere la vita, per la sua troppa curiosità: “Durante il periodo della guerra noi bambini, io ero di vicino Pisa, andavamo nelle discariche per provare a trovare qualche giocattolo abbandonato. Io, che avevo 5 anni, trovai una bomba a mano e ne rimasi affascinato: dopo che la presi, tirai la cordicella e visto che non successe nulla, la lanciai“.

E andò, tutto sommato bene: “Esplose vicino a me, una scheggia mi portò via praticamente mezzo bicipite, ma se mi avesse colpito un po’ più in la oggi staresti facendo l’intervista ad un altro“.

Don Backy ospite dalla Balivo a "Vieni da me"
Don Backy in studio a Vieni da me (Fonte: RaiPlay)

L’incontro con Celentano

Da sempre appassionato di arte – tra pittura, recitazione e, appunto, la musica -, nel 1962 ha la fortuna di incontrare Adriano Celentano. Tra i due scoccò immediatamente la scintilla: “La prima volta che ho suonato per Celentano fu quando inviai il mio primo lavoro, “La storia di Frankie Ballan”, lo mandai anche al Clan Celentano.

Adriano mi invitò al Clan e mi disse subito che voleva cantare la mia canzone. Io gli dissi che non gliela davo e lui allora la cantò con me alla chitarra“. Come ogni artista che si rispetti, è molto geloso della sue “creature”, e ci tiene a rivendicare la paternità di due brani storici: “Scrissi io “Pregherò” – la cover di Stand By Me, il successo di Ben E.

King – e lo sanno in pochi. L’ho scritta alle quattro del mattino, era un momento duro per me, avevo il cuore stretto. A Milano non avevo nessuno, mi mancava la mia famiglia“.

Don Backy ospite dalla Balivo a "Vieni da me", ricordando gli inizi con Celentano
Don Backy in studio a Vieni da me (Fonte: RaiPlay)

Il secondo brano di cui è stato autore è Canzone, che Ornella Vanoni avrebbe dovuto cantare al Festival di Sanremo del 1968. Le cose però andarono diversamente: “Lo proposi alla Vanoni, le dissi che lo aveva Celentano, ma lui le disse che non faceva per lei. La Vanoni però si innamorò di Casa Bianca, il lato B di quel nastro.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Infatti in quegli anni un autore non poteva andare con due canzoni a Sanremo, allora Celentano e il Clan misero il nome di un’altra persona. Ormai la causa l’ho persa dopo trent’anni ma quella canzone la scrissi io“.

La goccia che fece traboccare il vaso con Celentano

Alla fine Casa Bianca arrivò seconda, e Canzone terza, in quell’edizione vinta da Sergio Endrigo e Roberto Carlos Braga. Ma i rapporti tra Don Backy e Celentano non si risanarono più, anzi, si ruppero definitivamente: “Io e Adriano non ci vediamo dal 1974, il giorno della prima udienza della causa che gli avevo intentato.

Oggi, se mi chiamasse per fare pace, io accetterei, con la mia coscienza sono a posto. Ho perso la fiducia in lui, sono cinquant’anni che mi fa la guerra“.

Immagine in alto: Don Backy in studio a Vieni da me (Fonte: RaiPlay)