Lamberto Sposini: i vertici rai non rispndono alla richiesta di risarcimento

Sono trascorsi quasi 8 anni da quel 29 aprile del 2011 che vide Lamberto Sposini, volto de La vita in diretta e prima ancora del telegiornale – nonché di un’altra miriade di programmi Rai – colpito da in ictus che gli ha tolto la possibilità di parlare. Un’afasia che ha stroncato la carriera di un giornalista di successo, molto amato dal pubblico. Alla Rai erano stati chiesti inizialmente 11 milioni di risarcimento, abbassati a 350mila euro pur di trovare un accordo che chiuda la dolorosa vicenda sulle presunte negligenze nel soccorrerlo quel giorno, prima che si arrivi al processo d’appello, dopo una sentenza di primo grado che aveva escluso ogni responsabilità del servizio pubblico e che è stata poi impugnata dai legali di Sposini.

Ma è da mesi che la Rai non risponde a questa richiesta, barricata dietro a un silenzio assordante.

Il ritardo nei soccorsi

Era il 29 aprile del 2011 e Lamberto Sposini si preparava a condurre una nuova puntata de La vita in diretta, quando fu colto da un malore che si rivelò poi essere un ictus. Nella macchina organizzativa della Rai qualcosa quel giorno non funzionò a dovere e a rivelarlo è stato il responsabile stesso de La vita in diretta, Daniel Toaff: “Con Lamberto e Mara Venier, l’altra conduttrice della Vita in diretta, stavo parlando dello speciale che doveva partire alle 14.10.

All’improvviso ha come una scossa, si allontana, poi sento Mara che grida. Mi giro e vedo Lamberto a terra: rantola. Penso a un infarto, esco dalle scale antincendio e corro all’ambulatorio interno. Trovo l’infermiera, le dico di cercare subito il dottore, c’è un’urgenza. I medici dell’azienda giunsero un quarto d’ora dopo“.

Lamberto Sposini: i vertici rai non rispndono alla richiesta di risarcimento
Lamberto Sposini prima del malore che gli ha cambiato la vita

Ma quello non fu l’unico ritardo che ebbe tragiche conseguenze sulla vita del giornalista, come ha ricordato al Corriere della sera l’avvocato di Lamberto Sposini, Bruno Tassone: “Il 118 nel centro cittadino garantisce l’intervento in otto minuti.

Nel caso di Sposini, ne sono passati quasi 50. Non sono state date indicazioni corrette circa le sue condizioni, tanto che all’inizio si era parlato di infarto, pur avendo sintomi completamente differenti. Al punto che poi è stato portato in un ospedale non attrezzato per fare l’intervento a cui è stato sottoposto solo quattro ore e mezzo dopo. Tutta la letteratura medica spiega che la tempestività in casi come il suo è fondamentale“.

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Il silenzio assordante della Rai

In tutta questa terribile vicenda, la Rai non si può dire che abbia tenuto un comportamento esemplare e a rivelarlo è l’ex compagna di Lamebrto Sposini, Ada Donadio, con cui ha avuto una figlia, Matilde, che ora ha 17 anni. Tra Ada e Lamberto c’è una storia d’amore finita ma un enorme affetto. Nel 2015, la Rai venne assolta da ogni responsabilità del caso, ma quella sentenza è stata impugnata dai legali di Sposini e la prossima udienza della corte d’appello è fissata per il 21 maggio. Intanto, però, i giudici avevano chiesto che le parti arrivassero a un accordo extragiudiziale e, pur di giungervi, la famiglia di Lamberto Sposini aveva abbassato la cifra inizialmente chiesta come risarcimento da 11 milioni di euro a 350mila.

Lamberto Sposini: i vertici rai non rispndono alla richiesta di risarcimento
Lamberto Sposini

Sono mesi però che si attende una risposta dalla Rai che non arriva. Tra l’altro, se la Rai non risponderà alla richiesta, rischia nel processo di appello “una condanna per milioni di euro“, come ha specificato l’avvocato Bruno Tassone, oltre a un danno d’immagine. Con queste parole Ada Donadio ha riassunto l’atteggiamento dei vertici dicendo di aver “tentato con tutti i presidenti della Rai di turno, con tutti i dg, di far presente la situazione. Non ultimo Salini, che non era a conoscenza di tutti i dettagli e si è dimostrato piuttosto sensibile. Ma dopo un po’ se ne dimenticano sempre“. Il risarcimento non è il fulcro della questione né per lei, né per la loro figlia, Matilde: “Vorrei fosse chiaro che per noi non è una questione economica. Lamberto ha bisogno di cure costanti, ma il punto non è questo. Ci piacerebbe che, umanamente, la Rai fosse un interlocutore diverso, perché non si può liquidare così quello che è successo“. L’avvocato di Lamberto Sposini, Bruno Tassone, ha anche ricordato cosa ha rappresentato il giornalista per il servizio pubblico: “Stiamo parlando di un conduttore che alla televisione pubblica ha dato moltissimo“. Ma la Rai pare non voglia proferir parola sulla vicenda perché il procedimento è in corso, alimentando “questo mutismo“, come l’ha definito l’avvocato Ada Odino – che nella vicenda giudiziaria tutela la figlia di Sposini, Matilde – che ha aggiunto “pare quasi disinteresse“.