Oseghale ha ribadito in aula la sua difesa Non ho ucciso io Pamela


Il processo a Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro è iniziato a febbraio. Ieri si è tenuta un’udienza, durante la quale l’unico sospettato del caso si è difeso e ha rilasciato dichiarazioni spontanee per oltre venti minuti. Continua a sostenere di non essere lui l’assassino della 18enne romana. 

La verità di Oseghale

Dopo la confessione choc che il nigeriano aveva fatto ad un ex poliziotto in carcere, arrivano le sue parole, tradotte dall’inglese, dall’udienza che si è tenuta ieri al Tribunale di Macerata. Non appena ha iniziato a parlare, Alessandra Verni, la madre di Pamela, è uscita dall’aula. Presso la Corte d’Assise, Oseghale, parlando per venti minuti consecutivi, ha detto: "Voglio pagare per quello che ho fatto ma non per quello che non ho commesso", sottintendendo di non averla uccisa lui. Poi, ricostruendo quanto accaduto quella notte, ha affermato di essersi spaventato perché Pamela non respirava più, avrebbe anche provato a scuoterla ma ormai non vi era più nulla da fare. "Ho pensato di uscire, di andare in un negozio cinese, comprare una valigia. Visto che il corpo non ci entrava ho deciso di farla a pezzi", ha raccontato l’imputato.

Tribunale di Macerata. Immagine: Sito FNSI
Tribunale di Macerata. Immagine: Sito FNSI

La richiesta della nuova perizia

Gli avvocati di Oseghale hanno chiesto una nuova perizia su alcuni vetrini. Gli esami istologici sulle ferite servirebbero a chiarire se le coltellate sono state inferte alla ragazza all’altezza del fegato quando era ancora viva. La Corte si è riservata per studiare meglio la richiesta e scioglierà la riserva il 24 aprile. Nel caso fosse respinta, il processo si discuterà durante le udienze dell’8, del 15 e del 29 maggio. 

L'avvocato Marco Valerio Verni con il ministro Salvini e i genitori di Pamela. Fonte: Marco Valerio Verni/Facebook
L'avvocato Marco Valerio Verni con il ministro Salvini e i genitori di Pamela. Fonte: Marco Valerio Verni/Facebook

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L’avvocato della famiglia Mastropietro

Marco Valerio Verni, avvocato della famiglia Mastropietro, nonché zio di Pamela, riguardo la richiesta di un nuovo esame, ha affermato: "Noi siamo tranquillissimi, non ci siamo opposti e ci siamo rimessi alla decisione della Corte. Per noi è stata raggiunta la prova che Pamela sia morta per le coltellate che ha subito e non per overdose, tanto che questa perizia è solo sui vetrini relativi alla vitalità delle ferite". A proposito della presenza di altri uomini durante quella notte, ha, infine, aggiunto: "C’è sempre l’avvocato di Desmond in aula. Già questo è un indizio di quello che abbiamo sempre pensato: che Desmond c’entri in qualche modo".