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Rita Calore, Ilaria Cucchi e Giovanni Cucchi ieri erano in aula mentre Francesco Tedesco raccontava come i carabinieri dell’Arma che fermarono Stefano lo avessero massacrato di botte. Dove era stato picchiato, con che forza, in che modo. Le cadute a terra. Gli stivali in faccia. Rita e Giovanni, madre e padre, hanno ascoltato in silenzio come il figlio era stato portato alla morte: un sogno che si avvera, sentire con le proprie orecchie un protagonista della vicenda raccontare che sì, è accaduto, e non servono più anni di insabbiamenti. Un sogno che si avvera, e un incubo ad occhi aperti.

Stesso corpo, evidenze diverse?

Oggi Ilaria può dire che sia fatta giustizia, in qualche modo, anche se non c’è ancora una sentenza. Chi ha per anni nascosto la verità ora non può già nascondersi dietro la cruna di un ago: le carte, nel giro di mesi, sono emerse a mostrare una realtà di manomissioni e depistaggi. Ad un certo punto il corpo di Stefano sembra aver iniziato a parlare, quando in verità ha sempre detto le stesse cose. Anzi, le ha urlate: nei lividi, nelle lesioni palesi, nelle fratture del corpo. A spiegarlo a gran voce a Rtl 102.5 è Ilaria Cucchi, che quel corpo lo ha ascoltato dal momento in cui l’ha visto, nella camera mortuaria: “Questa gente deve capire che non si scherza più, così come lo devono capire i vari medici legali e periti che sono sfilati dicendo che mio fratello sarebbe morto di suo, che il catetere glielo avevano messo per comodità”.

Nel 2009, Stefano Cucchi era solo un ragazzo che forse, senza la lotta incredibile e tenace della sua famiglia, sarebbe stato dimenticato: “Si sono permessi di farlo solo ed esclusivamente perché Stefano Cucchi, così come la famiglia Cucchi, non era nessuno. Ricordiamoci che di ultimi, così come era Stefano, ce ne sono tanti e non può funzionare così la giustizia”.

Ilaria Cucchi e la sua famiglia non vogliono comunque lasciarsi andare all’ira: “Si parla sempre di giustizia e mai di vendetta.

Mai”.

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Ilaria Cucchi

Capitano Ultimo appoggia la famiglia Cucchi

Accanto alla famiglia, ora, in molti si schierano: ad esempio Ultimo, al  secolo Sergio De Caprio, presidente del sindacato Carabinieri Sim. “Siamo da sempre accanto alle vittime e per le vittime contro ogni abuso e non al servizio di altri padroni” ha dichiarato tramite l’Ansa: “Da Carabinieri ci sentiamo parte lesa dall’assenza e dall’incapacità del vertice dell’Arma che per dieci anni ha ignorato e negato l’esistenza stessa del ‘caso Cucchi’ “.

Dichiarazioni di solidarietà non solo astratta anche dal Presidente del Consiglio, che ha dichiarato: “Per quanto riguarda il governo già preventivamente anticipo la disponibilità a che l’amministrazione della Difesa si costituisca parte civile. Matteo Salvini, dal canto suo, ha invece reagito in modo decisamente diverso, annunciando la volontà di voler querelare il Partito Democratico per alcune dichiarazioni a lui attribuite e rivolte a Ilaria Cucchi: “BASTA. Avevo già smentito: la mia affermazione riguardava non la persona ma un POST di Ilaria #Cucchi. Post che lei stessa cancellò successivamente, ammettendo l’errore. E al PD arriverà una querela”.

Niente scuse alla famiglia Cucchi, dunque, che peraltro Ilaria ha dichiarato a Mattino 9 (Canale 9) di non volere: “Delle scuse di Salvini non me ne faccio proprio niente, non mi interessano, non ci penso nemmeno. Non me le faccia le scuse, non le voglio, non è un problema per me. Dice sempre le stesse cose, quando la nostra famiglia ha sempre sostenuto che si tratta di mele marce e nessuno vuole attaccare le istituzioni. Salvini cambiasse disco e approfondisse le cose prima di parlare”.