primo piano di raffaella carrà


Raffaella Carrà si racconta a braccio alla rivista Oggi, spaziando dalla vita privata al successo del suo talk in onda su Rai3, A raccontare comincia tu, per concludere con l'avversione per un appellativo che spesso e volentieri, parlando della Carrà, si usa: "icona".

Raffaella Carrà: un'icona sì, ma non per lei

Il suo talk è un vero successo e non è un caso: qualsiasi cosa tocchi Raffaella Carrà, è quasi sempre destinato ad un'ascesa brillante. Fatto sta che A raccontare comincia tu, sul motivetto di A far l'amore comincia tu, uno dei suoi indiscussi successi planetari, sebbene sia ancora alle prime puntate è già una macchina ben rodata. Il primo a sedersi sulla poltroncina e volenteroso di rassettare i tasselli della sua vita è stato Rosario Fiorello, compiaciuto di poter essere un suo ospite. Raffaella Carrà se ne compiace molto ma tuttavia disdegna essere chiamata "icona". Un appellativo che non la soddisfa rimandando, intrinsecamente, a qualcosa di particolarmente antico e immutabile. La Carrà è magma vivo e ne è pienamente cosciente: "È una delle cose più retoriche che spesso sento dire su di me, un complimento “invecchiante" ha dichiarato a Oggi.

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Babbo Carrà

Ma non si parla solamente della sua carriera e del suo lavoro: largo spazio anche alle domande sulla sua sfera privata e sulla sua famiglia. Raffaella Carrà non ha mai avuto un figlio, un mancato evento che ha metabolizzato: "Se non è venuto, non è colpa mia. La dimensione genitoriale si può vivere in tanti modi". Concretamente la Carrà, due "figli" li ha e sono i suoi due nipotoni 40enni, i figli del suo scomparso fratello. "Mi danno un bel da fare e ne sono felice. Sono un po’ il loro padre". Sempre la Carrà, misconoscendo ogni teoria sulla distanza: "Non vivono a Roma, ma su qualunque problema possono contare su di me. Li amo. Quando non lavoro, sto con loro, vengono spesso a trovarmi. Li ritengo la mia famiglia... faccio il babbo invece che la mamma e sono felice così".